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    <title>Strafanici</title>
    <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/</link>
    <description>Un altro blog di nilocram</description>
    <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 06:18:13 +0200</pubDate>
    <item>
      <title>Elif Eralp, Berlino e l&#39;amore</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/elif-eralp-berlino-e-lamore</link>
      <description>&lt;![CDATA[Elif Eralp, Berlino e l&#39;amore&#xA;&#xA;Sul settimanale tedesco Der  Freitag ho letto un articolo interessante (dietro paywall: https://www.freitag.de/autoren/timofeldhaus/elif-eralp-und-die-liebe-ueber-ein-viel-zu-haeufig-uebersehenes-politisches-gefuehl) sulla campagna elettorale della Linke e di Elif Eralp per la carica di sindaca di Berlino, il titolo era, traduco: &#34;Elif Eralp e l’amore: un sentimento politico troppo spesso trascurato&#34;&#xA;&#xA;Ne riporto qualche stralcio, sempre in traduzione.&#xA;&#xA;&#34;Nel primo discorso dopo l&#39;esaltante vittoria elettorale di Die Linke, Elif Eralp ha pronunciato una frase, o meglio una parola, che nel dibattito politico di Berlino – anzi, della Germania – non si sentiva da tempo: «Nella nostra città l’amore e la giustizia hanno vinto sull’odio». (In unserer Stadt hat die Liebe und die Gerechtigkeit über den Hass gewonnen.)&#xA;&#xA;Ma naturalmente si è stati subito anche molto scettici. Berlino, la città dell’amore? Suona ancora strano. Berlino, la città dell’Olocausto, della divisione e della riunificazione, dei rifiuti, dei brontoloni, della criminalità di clan [...], la città venduta o, se preferite, anche la città creativa, anticonformista e cosmopolita.&#xA;&#xA;Ma la città dell’amore? A questo dobbiamo ancora abituarci. Die Linke aveva già preparato lo spot elettorale “Berlino, una storia d’amore”: https://inv.nadeko.net/watch?v=kl0YPLwl5-E ❤️ &#xA;e – soprattutto rispetto all’SPD – aveva creato una narrativa positiva che poneva al centro i temi di inclusione, umanità e solidarietà. Un amore in cui c’è posto per tutti? Amore invece di odio strategico?&#xA;&#xA;Berlin Eine Liebes Geschichte&#xA;&#xA;Non è solo un racconto contro l’AfD e la sua distruttività, il suo malumore e la sua tendenza a denigrare. È anche un respiro, un passo avanti e, allo stesso tempo, un ricordo di ciò che è stato da tempo ricoperto dalla polvere: «La solidarietà è la tenerezza dei popoli», aveva detto Che Guevara, oppure Erich Fromm: «L’amore è la sollecitudine attiva per la vita e la crescita di ciò che amiamo».&#34;&#xA;&#xA;L&#39;articolo si conclude insinuando il dubbio se la campagna della Linke sia stata ispirata a quella del sindaco di New York Zohran Mamdani, ma ricordando anche che all&#39;inizio di settembre, la BVG, l&#39;azienda del trasporto pubblico berlinese aveva lanciato un video promozionale dal titolo &#34;Berlin, die echte Stadt der Liebe&#34; (Berlino, la vera città dell’amore) :&#xA;https://inv.nadeko.net/watch?v=Pvxv7lFvlTM &#xA;che affrontava in modo ironico e brillante il tema dell&#39;amore a Berlino e che ha già raccolto 5 milioni di visualizzazioni.&#xA;&#xA;BVG Berlino cittàdell&#39;amore&#xA;&#xA;Mi sembra che i due video, quello della Linke e quello della BVG rappresentino, visti anche i risultati, due esempi di comunicazione molto efficace sul tema dell&#39;amore per Berlino.&#xA;&#xA;I due video sono in tedesco, con sottotiloli in tedesco e inglese&#xA;&#xA;#Berlino #ElifEralp #amore #elezioni #Berlin #Liebe #DieLinke&#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h3 id="elif-eralp-berlino-e-l-amore">Elif Eralp, Berlino e l&#39;amore</h3>

<p>Sul settimanale tedesco Der  Freitag ho letto un articolo interessante (dietro paywall: <a href="https://www.freitag.de/autoren/timofeldhaus/elif-eralp-und-die-liebe-ueber-ein-viel-zu-haeufig-uebersehenes-politisches-gefuehl" rel="nofollow">https://www.freitag.de/autoren/timofeldhaus/elif-eralp-und-die-liebe-ueber-ein-viel-zu-haeufig-uebersehenes-politisches-gefuehl</a>) sulla campagna elettorale della Linke e di Elif Eralp per la carica di sindaca di Berlino, il titolo era, traduco: “Elif Eralp e l’amore: un sentimento politico troppo spesso trascurato”</p>

<p>Ne riporto qualche stralcio, sempre in traduzione.</p>

<p>“Nel primo discorso dopo l&#39;esaltante vittoria elettorale di Die Linke, Elif Eralp ha pronunciato una frase, o meglio una parola, che nel dibattito politico di Berlino – anzi, della Germania – non si sentiva da tempo: «Nella nostra città l’amore e la giustizia hanno vinto sull’odio». (In unserer Stadt hat die Liebe und die Gerechtigkeit über den Hass gewonnen.)</p>

<p>Ma naturalmente si è stati subito anche molto scettici. Berlino, la città dell’amore? Suona ancora strano. Berlino, la città dell’Olocausto, della divisione e della riunificazione, dei rifiuti, dei brontoloni, della criminalità di clan [...], la città venduta o, se preferite, anche la città creativa, anticonformista e cosmopolita.</p>

<p>Ma la città dell’amore? A questo dobbiamo ancora abituarci. Die Linke aveva già preparato lo spot elettorale “Berlino, una storia d’amore”: <a href="https://inv.nadeko.net/watch?v=kl0YPLwl5-E" rel="nofollow">https://inv.nadeko.net/watch?v=kl0YPLwl5-E</a> ❤️
e – soprattutto rispetto all’SPD – aveva creato una narrativa positiva che poneva al centro i temi di inclusione, umanità e solidarietà. Un amore in cui c’è posto per tutti? Amore invece di odio strategico?</p>

<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/eralp.png" alt="Berlin Eine Liebes Geschichte"></p>

<p>Non è solo un racconto contro l’AfD e la sua distruttività, il suo malumore e la sua tendenza a denigrare. È anche un respiro, un passo avanti e, allo stesso tempo, un ricordo di ciò che è stato da tempo ricoperto dalla polvere: «La solidarietà è la tenerezza dei popoli», aveva detto Che Guevara, oppure Erich Fromm: «L’amore è la sollecitudine attiva per la vita e la crescita di ciò che amiamo».”</p>

<p>L&#39;articolo si conclude insinuando il dubbio se la campagna della Linke sia stata ispirata a quella del sindaco di New York Zohran Mamdani, ma ricordando anche che all&#39;inizio di settembre, la BVG, l&#39;azienda del trasporto pubblico berlinese aveva lanciato un video promozionale dal titolo “Berlin, die echte Stadt der Liebe” (Berlino, la vera città dell’amore) :
<a href="https://inv.nadeko.net/watch?v=Pvxv7lFvlTM" rel="nofollow">https://inv.nadeko.net/watch?v=Pvxv7lFvlTM</a>
che affrontava in modo ironico e brillante il tema dell&#39;amore a Berlino e che ha già raccolto 5 milioni di visualizzazioni.</p>

<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/BVG.png" alt="BVG Berlino cittàdell&#39;amore"></p>

<p>Mi sembra che i due video, quello della Linke e quello della BVG rappresentino, visti anche i risultati, due esempi di comunicazione molto efficace sul tema dell&#39;amore per Berlino.</p>

<p>I due video sono in tedesco, con sottotiloli in tedesco e inglese</p>

<p><a href="/nilocram/tag:Berlino" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Berlino</span></a> <a href="/nilocram/tag:ElifEralp" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ElifEralp</span></a> <a href="/nilocram/tag:amore" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">amore</span></a> <a href="/nilocram/tag:elezioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">elezioni</span></a> <a href="/nilocram/tag:Berlin" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Berlin</span></a> <a href="/nilocram/tag:Liebe" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Liebe</span></a> <a href="/nilocram/tag:DieLinke" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">DieLinke</span></a></p>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/elif-eralp-berlino-e-lamore</guid>
      <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:48:00 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Manifesto Offpunk </title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/manifesto-offpunk</link>
      <description>&lt;![CDATA[logo manuale Offpunk&#xA;&#xA;•Testo originale in portoghese &#xA;• English version &#xA;• Version française &#xA;• Versión en español &#xA;• Chinese version&#xA;&#xA;La rivoluzione non sarà digitale&#xA;&#xA;In un’epoca in cui l’iperconnettività viene indicata come sintomo di un futuro ineludibile, si sta insinuando un movimento timido e scomodo: quello della disconnessione consapevole e intenzionale. L’adozione dei “dumb phones” è cresciuta negli ultimi anni. Si usano di nuovo le fotocamere digitali. Così come le cassette. E anche le macchine da scrivere... C’è anche uno strano movimento a favore del giornale… cartaceo. Persino il minidisc, che era stato dimenticato a causa del lettore MP3, è rinato dalle ceneri.&#xA;&#xA;All’inizio del secolo, Internet rappresentava la promessa dell’atto finale del «Villaggio globale», sostenuto da Marshall McLuhan. I computer, costosi e rari (e quindi, a volte, condivisi), erano portali verso un altro mondo. I governi, spendendo somme considerevoli, cercavano di garantire che le classi più povere fossero «incluse» digitalmente.&#xA;&#xA;Ci siamo arrivati. Ora ci stiamo avvicinando alla soglia dei tre dispositivi connessi a persona in tutto il mondo, secondo le stime del Cisco Visual Network Index per gli anni 2020.&#xA;&#xA;Il digitale è onnipresente e dato per scontato. Inclusi digitalmente, che ci piaccia o no, non ci connettiamo più a Internet. Ci viviamo semplicemente dentro.&#xA;&#xA;Come se indossassimo un’uniforme, teniamo i nostri telefoni in tasca per lavorare, per vivere, per amare. La tecnologia digitale ha smesso di essere uno strumento ed è diventata un ambiente — un ambiente dal quale non si può sfuggire. Ovvero, una prigione.&#xA;&#xA;----&#xA;«Garantire il non digitale è un dovere, non un ritorno al passato»,&#xA;&#xA;Giulio Cavalli&#xA;----&#xA;&#xA;Come sostiene Ploum, scrittore di fantascienza e sviluppatore di software belga, i «punk» della nostra epoca sono coloro che osano vivere senza smartphone — sono degli «offpunk», come ora preferisco chiamarli.&#xA;&#xA;La connessione come arma di guerra&#xA;&#xA;Frutto di uno sviluppo tecnologico centralizzato e monopolistico, la distribuzione di Internet o dei servizidigitali è diventata un’arma di guerra. Quando i paesi dotati di «hard power» entrano in conflitto, cercano di interrompere non solo le forniture di acqua e gas, ma tagliano anche Internet come tattica bellica.&#xA;&#xA;La Russia lo ha fatto nelle offensive contro l’Ucraina; Israele lo fa in Palestina.&#xA;&#xA;Alla fine del 2025, il giudice francese Nicolas Guillou della Corte penale internazionale ha perso completamente l’accesso a diversi servizi digitali americani — quali hosting, acquisti online e servizi bancari — forniti da aziende americane come Airbnb, Amazon e PayPal. Gli Stati Uniti hanno giustificato tale sanzione perché Guillou ha emesso mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano, Benyamin Nétanyahou, e del suo ministro della difesa, Yoav Gallant, a causa degli attacchi israeliani di natura genocida in territorio palestinese. Gli Stati Uniti sono il principale paese sostenitore delle azioni di Israele in Asia centrale.&#xA;&#xA;L’approccio «offpunk» nasce da una constatazione semplice e scomoda: il regno del digitale è fragile. Allo stesso tempo, tutta la vita sociale è inevitabilmente immersa in questo ambiente. Pertanto, tale approccio tiene conto del fatto che è necessario non dipendere totalmente dai servizi virtuali, con il rischio che uno di essi venga sanzionato o non sia disponibile. Esempi come il malfunzionamento dei server Microsoft che ha avuto ripercussioni sui servizi bancari in tutto il mondo a metà del 2024, la sanzione imposta a Twitter/X dal governo brasiliano alla fine del 2024, e il guasto globale dei server di Amazon e Cloudflare alla fine del 2025, che ha causato l’interruzione di numerosi domini su Internet, hanno messo a nudo non solo la loro fragilità, ma anche la nostra dipendenza da tali servizi.&#xA;&#xA;Dopotutto, la connessione ininterrotta non è una garanzia, soprattutto nei paesi del Sud del mondo o in situazioni di conflitto politico interno o esterno, o anche in condizioni di pace ― nella città di San Paolo, in Brasile, a causa della politica di approvvigionamento energetico esternalizzato dall’Italia, nei giorni di pioggia si verificano continue interruzioni di corrente. In questi territori, è necessario poter sempre contare sull’analogico come piano B.&#xA;&#xA;Minimalismo digitale e offpunk&#xA;&#xA;Non bisogna confondere l’offpunk con il minimalismo digitale.&#xA;&#xA;Il minimalismo digitale è un approccio liberale alla disconnessione, totalmente incentrato sull’autonomia individuale, senza criticare le strutture di potere.&#xA;&#xA;Poiché non è possibile avere una vita completamente offline, il minimalismo digitale cerca di eliminare gli aspetti che creano più dipendenza o più invasivi, per configurare gli ambienti connessi come simulacri di una vita analogica.&#xA;Off, ma non troppo.&#xA;&#xA;Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è la possibilità di una disconnessione totale; il diritto di andare in giro senza dover portare con noi uno smartphone di ultima generazione con batteria carica e dati mobili sufficienti per rimanere connessi 24 ore su 24, 7 giorni su 7.&#xA;&#xA;In &#34;Digital Detox: The Politics of Disconnecting&#34; (2020), Trine Syvertsen dimostra come il minimalismo digitale faccia parte di un’agenda neoliberista volta a trasferire la responsabilità della risoluzione dei problemi strutturali (precedentemente di competenza degli organismi collettivi) ai singoli individui — l’utente medio di uno smartphone. Inoltre, l’autrice rileva che il motivo per cui le persone cercano questo tipo di detox può essere riassunto in tre «p»: presenza, produttività e privacy ― tutte questioni individuali.&#xA;&#xA;In altre parole, se perdi momenti di socializzazione a causa del telefono, se non riesci a produrre in azienda o nei tuoi progetti personali a causa delle notifiche, o se sei stufo di essere monitorato e trasformato in oggetto dalle Big Tech, tutto ciò è esclusivamente colpa tua, perché non ti imponi abbastanza autodisciplina e non cerchi modi per renderlo meno coinvolgente ― e non per colpa di un modello di business basato sull’economia dell’attenzione, sulla sorveglianza di massa e su software progettati appositamente per creare dipendenza.&#xA;&#xA;Questo scaricamento della responsabilità sull’alfabetizzazione digitale è in linea con l’analisi della società contemporanea fatta dall’intellettuale tedesco-coreano Byung-Chul Han nel suo «Eros in agonia», in cui afferma che&#xA;&#xA;  L’autosfruttamento è molto più efficiente dello sfruttamento altrui, poiché va di pari passo con il senso di libertà.&#xA;&#xA;Un altro sintomo di questo scaricamento della responsabilità sono i terminali self-service nei supermercati, nelle farmacie e nelle banche, che affidano al cliente il compito di effettuare autonomamente la propria transazione commerciale o bancaria, il più delle volte senza l’aiuto di un addetto, svolgendo il lavoro di un impiegato e senza ottenere alcuno sconto sull’acquisto; se si commette un errore durante l’acquisto, questo va a carico del cliente, non dell’azienda.&#xA;&#xA;L’offpunk, per quanto sia un comportamento derivante da un’elevata alfabetizzazione digitale, al contrario del minimalismo digitale, difende una disconnessione senza pretese, che non escluda le attività sociali e l’esercizio dei propri diritti di cittadinanza.&#xA;&#xA;Infine, mentre il minimalismo digitale vede la disconnessione come un mezzo per produrre di più, l’offpunk non considera la disintossicazione digitale come uno strumento per una maggiore produttività, perché si tratta in realtà di un atteggiamento anticonsumistico.&#xA;&#xA;Definizioni&#xA;&#xA;L&#39;offpunk non è uno stile di vita. È un atteggiamento nei confronti della digitalizzazione, è la ricerca di una possibile disintossicazione digitale collettiva, esplorando il carattere politico-sociale della disconnessione. Rivendica il tempo libero, la cittadinanza e la comunicazione senza l&#39;obbligo di un intermediario digitale; non lotta per la fine di Internet, ma si batte per una vita possibile senza connessione ininterrotta.&#xA;&#xA;E in quanto atteggiamento, l’offpunk è più vicino a tattiche laiche, come la meditazione e la guerriglia.&#xA;&#xA;Inoltre è evidente che le complessità del lavoro moderno, anche quelle che coinvolgono attività analogiche come l’insegnamento, sono sempre più invase dai processi digitali.&#xA;Negli anni 2020, l’uso comune di Internet può essere associato solo al lavoro, così come la disconnessione può essere associata solo al tempo libero.&#xA;&#xA;In questo modo, un atteggiamento «offpunk» difende la vita al di là del lavoro.&#xA;&#xA;Paradossalmente, tutti questi strati superflui di digitalizzazione nella nostra vita quotidiana rendono l’interazione analogica e diretta sempre più efficace o fluida nella risoluzione dei nostri problemi quotidiani (vedi «strumenti offpunk»).&#xA;&#xA;Sono «offpunk»: un adolescente che adotta un telefono basico (dumb phone) e si unisce a un club luddista; un audiofilo che, insoddisfatto di Spotify, decide di acquistare un giradischi o un lettore mp3; un esperto che utilizza sistemi di sicurezza informatica minimalisti; gli attivisti che combattono l’obsolescenza dei dispositivi elettronici installando Linux o delle ROM personalizzate sui propri dispositivi; un lavoratore autonomo che disattiva i propri social media commerciali come Instagram e Facebook per concentrarsi direttamente sui suoi clienti; un anziano che resiste all’uso dello smartphone e trova modi per aggirare la digitalizzazione.&#xA;&#xA;L’offpunk non è nostalgia. Non è né una tecnofobia ingenua né una fuga romantica verso un passato immaginario. È, prima di tutto, una ricerca di sovranità e autonomia. Parafrasando lo scrittore brasiliano Eduardo Fernandes, in quanto offpunk,&#xA;&#xA;  la rivoluzione tecnologica non è rivoluzionaria, e rendersi obsoleti non è reazionario.&#xA;&#xA;L’estetica offpunk&#xA;&#xA;L’offpunk non ha ancora un volto, ma abbiamo alcuni indizi su come potrebbe essere. Il primo di questi può derivare da una recente definizione di Ploum riguardo alla propria azione su Internet: “technopunk”, un tecnofilo antisistema.&#xA;&#xA;Come accennato in precedenza, l’offpunk è un atteggiamento nei confronti dello stato della tecnologia nel mondo contemporaneo, non un’utopia/distopia né un’estetica visiva che fa parte di un movimento culturale più ampio come il “solarpunk” o il “cyberpunk”.&#xA;&#xA;Alcuni esempi di offpunk:&#xA;&#xA;1\) nell’informatica, il browser Offpunk, per il protocollo Gemini, da cui prende il nome questo manifesto;&#xA;&#xA;2\) nel design, il concetto di “Forever Computer” e il telefono Mudita Kompakt;&#xA;&#xA;3\) nella società, il club luddista di New York;&#xA;&#xA;4\) nella letteratura, “Bikepunk” (2024) di Ploum;&#xA;&#xA;5\) nel cinema, “Una battaglia dopo l’altra” (2025).&#xA;&#xA;  In Una battaglia dopo l’altra, l’«obsolescenza», il downgrade, è una strategia di libertà. I personaggi ricorrono a dispositivi vecchi e modificabili per creare una rete parallela di comunicazione e sicurezza. Quando emergono nuove tecnologie (come gli smartphone), queste hanno lo scopo di mettere a rischio le vite, di reprimere le persone e di impedire che i piani vadano a buon fine.&#xA;&#xA;― Eduardo Fernandes (Texto Sobre Tela).&#xA;&#xA;Nel film tedesco-giapponese “Perfect Days” (2023), assistiamo alla routine idilliaca di Hirayama, addetto alle pulizie dei bagni pubblici del Tokyo Project, che nel tempo libero scatta foto con la pellicola, ascolta musica su cassette, va in bicicletta, legge libri prima di dormire e apprezza ogni momento delle sue giornate, disconnesso e con grande soddisfazione.&#xA;&#xA;Il Giappone, famoso per essere un paese che riesce a conciliare modernità e tradizione, offre sportelli per il pagamento in contanti, comunicazioni aziendali tramite telefono fisso e tecnologie informatiche ormai superate utilizzate dalle grandi aziende — come il fax e i dischetti. In India, che forse vanta il miglior sistema telefonico al mondo, il cittadino medio effettua circa 90 chiamate al giorno.&#xA;&#xA;Rivendicazioni&#xA;&#xA;Sono temi legati all’offpunk:&#xA;&#xA;1\) la lotta contro la sovrapproduzione;&#xA;&#xA;2\) la lotta contro l’obsolescenza programmata;&#xA;&#xA;3\) la lotta contro l’«Internet delle cose», con l’obiettivo di spezzare il circolo vizioso tra dispositivi interconnessi che ci rubano tempo e raccolgono i nostri dati per alimentare i Big Data;&#xA;&#xA;4\) la lotta contro l’economia dell’attenzione;&#xA;&#xA;5\) la riduzione dell’orario di lavoro, che a poco a poco spinge sempre più l’attività lavorativa nel campo virtuale;&#xA;&#xA;6\) il diritto al tempo libero, alla cittadinanza e al lavoro senza la necessità di un dispositivo digitale;&#xA;&#xA;7\) l’emergere di una piena inclusione digitale delle classi più povere e delle popolazioni anziane, che non si basa solo sull’accessibilità a un dispositivo elettronico, ma anche sull’alfabetizzazione digitale per l’utilizzo e la manutenzione autonoma di tale dispositivo, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da terzi.&#xA;&#xA;Come sostiene il giornalista italiano Giulio Cavalli:&#xA;&#xA;  È vero: la digitalizzazione semplifica, snellisce e uniforma le procedure. Ma solo per chi riesce a farne parte. &#xA;    Per tutti gli altri il futuro è una porta chiusa.&#xA;&#xA;― «Garantire il non digitale è un diritto, non un ritorno al passato» (lettera43)&#xA;&#xA;Strumenti off-punk:&#xA;&#xA;1\) il denaro contante ― è pratico, non richiede né elettricità né Internet e garantisce che i dati personali non vengano archiviati, aggregati o rivenduti in/da sistemi di Big Data;&#xA;&#xA;2\) i mezzi analogici ― garantiscono che sia possibile una comunicazione indipendente da Internet o che l’oggetto sia effettivamente tuo (e non noleggiato), in quanto tangibile: dischi, libri, radio, giornali cartacei;&#xA;&#xA;3\) mezzi digitali indipendenti e decentralizzati ― e-mail, siti web “brutalisti” a basso costo, feed RSS, fotocamere digitali, lettori mp3/mp4, telefoni “basici” (dumb phones);&#xA;&#xA;4\) mezzi di archiviazione e trasferimento di file ― garantiscono che i dati digitali non vengano sottratti in caso di interruzione della connessione o che non dipendano dalla buona volontà di un gestore di server proprietario: dischi rigidi, schede di memoria, chiavette USB, servizi cloud autogestiti e locali;&#xA;&#xA;5\) protocolli di comunicazione alternativi: messaggistica via Bluetooth (Bitchat), Gemini, e-mail crittografata, navigazione onion (Tor), XMPP.&#xA;&#xA;Le sfide:&#xA;&#xA;1\) superare le comodità offerte dal digitale (ricerca, traduzione di testi, intrattenimento facile, pagamenti a distanza);&#xA;&#xA;2\) accedere a spazi sociali che richiedono sempre più spesso un dispositivo digitale (concerti, parcheggi, cinema, stadi o club sportivi, ristoranti);&#xA;&#xA;3\) creare reti di lavoro senza l’intermediazione del digitale.&#xA;&#xA;Difendiamo il diritto inalienabile a un mondo non digitale, il diritto di condividere senza l’intermediazione di algoritmi e di organizzarsi socialmente senza piattaforme centralizzate, nonché il diritto di resistere all’imperativo della presenza online.&#xA;&#xA;Finché esisterà il monopolio tecnologico nelle mani di poche aziende del Nord del mondo; finché esisterà la sorveglianza di massa con il consenso dello Stato; finché ci sarà una raccolta massiccia di dati ― e l’assenza di trasparenza sull’uso dei dati raccolti ―; finché esisterà l’economia dell’attenzione, che usurpa il nostro prezioso tempo libero per fper costringerci a visualizzare pubblicità su servizi digitali essenziali; finché esisteranno infrastrutture che impediscono la sovranità digitale nei paesi del Sud del mondo; finché esisterà la digitalizzazione obbligatoria in un mondo in cui Internet non è considerato un diritto fondamentale inalienabile ― la rivoluzione non sarà digitale.&#xA;&#xA;Questo testo è stato scritto originariamente in portoghese ed è firmato da Arlon de Serra Grande e Lionel Dricot (t.c.c @ploum@mamot.fr).&#xA;&#xA;Estate 2026.&#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/logoffp.png" alt="logo manuale Offpunk" title="logo manuale Offpunk"></p>

<p>•<a href="https://blog.ayom.media/ideiasdechirico/offpunk-manifesto" rel="nofollow">Testo originale in portoghese</a>
• <a href="https://blog.ayom.media/ideiasdechirico/offpunk-manifesto" rel="nofollow">English version</a>
• <a href="https://ploum.net/2026-08-03-offpunk_manifesto.html" rel="nofollow">Version française</a>
• <a href="https://write.as/hamedtoledo/manifiesto-offpunk" rel="nofollow">Versión en español</a>
• <a href="https://matling.fit/zh/blog/offpunk-manifesto/" rel="nofollow">Chinese version</a></p>

<p><strong>La rivoluzione non sarà digitale</strong></p>

<p>In un’epoca in cui l’iperconnettività viene indicata come sintomo di un futuro ineludibile, si sta insinuando un movimento timido e scomodo: quello della disconnessione consapevole e intenzionale. L’adozione dei “dumb phones” è cresciuta negli ultimi anni. Si usano di nuovo le fotocamere digitali. Così come le cassette. E anche le macchine da scrivere... <a href="https://slate.com/human-interest/2023/09/media-literacy-print-newspapers-tiktok-influencer-kelsey-russell.html" rel="nofollow">C’è anche uno strano movimento a favore del giornale… cartaceo</a>. <a href="https://www.theverge.com/2024/10/7/24264266/still-have-a-minidisc-player-around" rel="nofollow">Persino il minidisc, che era stato dimenticato a causa del lettore MP3, è rinato dalle ceneri</a>.</p>

<p>All’inizio del secolo, Internet rappresentava la promessa dell’atto finale del «Villaggio globale», sostenuto da Marshall McLuhan. I computer, costosi e rari (e quindi, a volte, condivisi), erano portali verso un altro mondo. I governi, spendendo somme considerevoli, cercavano di garantire che le classi più povere fossero «incluse» digitalmente.</p>

<p>Ci siamo arrivati. Ora ci stiamo avvicinando alla soglia dei <a href="https://www.cisco.com/c/dam/m/en_us/solutions/service-provider/vni-forecast-highlights/pdf/Global_2020_Forecast_Highlights.pdf" rel="nofollow">tre dispositivi connessi a persona in tutto il mondo</a>, secondo le stime del Cisco Visual Network Index per gli anni 2020.</p>

<p>Il digitale è onnipresente e dato per scontato. Inclusi digitalmente, che ci piaccia o no, non ci connettiamo più a Internet. <em>Ci viviamo semplicemente dentro</em>.</p>

<p>Come se indossassimo un’uniforme, teniamo i nostri telefoni in tasca per lavorare, per vivere, per amare. La tecnologia digitale ha smesso di essere uno strumento ed è diventata un ambiente — un ambiente dal quale non si può sfuggire. Ovvero, una prigione.</p>

<hr>

<p><strong>«Garantire il non digitale è un dovere, non un ritorno al passato»,</strong></p>

<p><strong>Giulio Cavalli</strong></p>

<hr>

<p><a href="https://ploum.net/2025-11-17-techpunk.html" rel="nofollow">Come sostiene Ploum</a>, scrittore di fantascienza e sviluppatore di software belga, i «punk» della nostra epoca sono coloro che osano vivere senza smartphone — sono degli «offpunk», come ora preferisco chiamarli.</p>

<h3 id="la-connessione-come-arma-di-guerra">La connessione come arma di guerra</h3>

<p>Frutto di uno sviluppo tecnologico centralizzato e monopolistico, la distribuzione di Internet o dei servizidigitali è diventata un’arma di guerra. Quando i paesi dotati di «hard power» entrano in conflitto, cercano di interrompere non solo le forniture di acqua e gas, ma tagliano anche Internet come tattica bellica.</p>

<p>La Russia lo ha fatto nelle offensive contro l’Ucraina; Israele lo fa in Palestina.</p>

<p>Alla fine del 2025, <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2025/11/19/nicolas-guillou-juge-francais-de-la-cpi-sanctionne-par-les-etats-unis-face-aux-attaques-les-magistrats-de-la-cour-tiendront_6654016_3210.html" rel="nofollow">il giudice francese Nicolas Guillou della Corte penale internazionale ha perso completamente l’accesso a diversi servizi digitali americani</a> — quali hosting, acquisti online e servizi bancari — forniti da aziende americane come Airbnb, Amazon e PayPal. Gli Stati Uniti hanno giustificato tale sanzione perché Guillou ha emesso mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano, Benyamin Nétanyahou, e del suo ministro della difesa, Yoav Gallant, a causa degli attacchi israeliani di natura genocida in territorio palestinese. Gli Stati Uniti sono il principale paese sostenitore delle azioni di Israele in Asia centrale.</p>

<p>L’approccio «offpunk» nasce da una constatazione semplice e scomoda: il regno del digitale è fragile. Allo stesso tempo, tutta la vita sociale è inevitabilmente immersa in questo ambiente. Pertanto, tale approccio tiene conto del fatto che è necessario non dipendere totalmente dai servizi virtuali, con il rischio che uno di essi venga sanzionato o non sia disponibile. Esempi come <a href="https://www.financialexpress.com/life/technology-microsoft-outage-disrupts-banks-airlines-and-stock-exchange-full-list-of-services-impacted-3558631/" rel="nofollow">il malfunzionamento dei server Microsoft che ha avuto ripercussioni sui servizi bancari in tutto il mondo a metà del 2024</a>, la sanzione imposta a <a href="https://www.gazetadigital.com.br/editorias/brasil/x-continua-bloqueado-no-brasil-apesar-de-ter-suas-dividas-quitadas-entenda/783707" rel="nofollow">Twitter/X dal governo brasiliano alla fine del 2024</a>, e il <a href="https://lifehacker.com/tech/cloudflare-amazon-web-sites-and-services-down" rel="nofollow">guasto globale dei server di Amazon e Cloudflare alla fine del 2025, che ha causato l’interruzione di numerosi domini su Internet</a>, hanno messo a nudo non solo la loro fragilità, ma anche la nostra dipendenza da tali servizi.</p>

<p>Dopotutto, la connessione ininterrotta non è una garanzia, soprattutto nei paesi del Sud del mondo o in situazioni di conflitto politico interno o esterno, o anche in condizioni di pace ― nella città di San Paolo, in Brasile, a causa della politica di approvvigionamento energetico esternalizzato dall’Italia, nei giorni di pioggia si verificano continue interruzioni di corrente. In questi territori, è necessario poter sempre contare sull’analogico come piano B.</p>

<h3 id="minimalismo-digitale-e-offpunk">Minimalismo digitale e offpunk</h3>

<p>Non bisogna confondere l’offpunk con il minimalismo digitale.</p>

<p>Il minimalismo digitale è un approccio liberale alla disconnessione, totalmente incentrato sull’autonomia individuale, senza criticare le strutture di potere.</p>

<p>Poiché non è possibile avere una vita <em>completamente offline</em>, il minimalismo digitale cerca di eliminare gli aspetti che creano più dipendenza o più invasivi, per configurare gli ambienti connessi come simulacri di una vita analogica.
Off, ma non troppo.</p>

<p>Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è la possibilità di una disconnessione totale; il diritto di andare in giro senza dover portare con noi uno smartphone di ultima generazione con batteria carica e dati mobili sufficienti per rimanere connessi 24 ore su 24, 7 giorni su 7.</p>

<p>In “Digital Detox: The Politics of Disconnecting” (2020), Trine Syvertsen dimostra come il minimalismo digitale faccia parte di un’agenda neoliberista volta a trasferire la responsabilità della risoluzione dei problemi strutturali (precedentemente di competenza degli organismi collettivi) ai singoli individui — l’utente medio di uno smartphone. Inoltre, l’autrice rileva che il motivo per cui le persone cercano questo tipo di detox può essere riassunto in tre «p»: presenza, produttività e privacy ― tutte questioni individuali.</p>

<p>In altre parole, se perdi momenti di socializzazione a causa del telefono, se non riesci a produrre in azienda o nei tuoi progetti personali a causa delle notifiche, o se sei stufo di essere monitorato e trasformato in oggetto dalle Big Tech, tutto ciò è esclusivamente colpa tua, perché non ti imponi abbastanza autodisciplina e non cerchi modi per renderlo meno coinvolgente ― e non per colpa di un modello di business basato sull’economia dell’attenzione, sulla sorveglianza di massa e su software progettati appositamente per creare dipendenza.</p>

<p>Questo scaricamento della responsabilità sull’alfabetizzazione digitale è in linea con l’analisi della società contemporanea fatta dall’intellettuale tedesco-coreano Byung-Chul Han nel suo «Eros in agonia», in cui afferma che</p>

<blockquote><p>L’autosfruttamento è molto più efficiente dello sfruttamento altrui, poiché va di pari passo con il senso di libertà.</p></blockquote>

<p>Un altro sintomo di questo scaricamento della responsabilità sono i terminali self-service nei supermercati, nelle farmacie e nelle banche, che affidano al cliente il compito di effettuare autonomamente la propria transazione commerciale o bancaria, il più delle volte senza l’aiuto di un addetto, svolgendo il lavoro di un impiegato e senza ottenere alcuno sconto sull’acquisto; se si commette un errore durante l’acquisto, questo va a carico del cliente, non dell’azienda.</p>

<p>L’offpunk, per quanto sia un comportamento derivante da un’elevata alfabetizzazione digitale, al contrario del minimalismo digitale, difende una disconnessione senza pretese, che non escluda le attività sociali e l’esercizio dei propri diritti di cittadinanza.</p>

<p>Infine, mentre il minimalismo digitale vede la disconnessione come un mezzo per produrre di più, l’offpunk non considera la disintossicazione digitale come uno strumento per una maggiore produttività, perché si tratta in realtà di un atteggiamento anticonsumistico.</p>

<h3 id="definizioni">Definizioni</h3>

<p>L&#39;offpunk non è uno stile di vita. È un atteggiamento nei confronti della digitalizzazione, è la ricerca di una possibile disintossicazione digitale collettiva, esplorando il carattere politico-sociale della disconnessione. Rivendica il tempo libero, la cittadinanza e la comunicazione senza l&#39;obbligo di un intermediario digitale; non lotta per la fine di Internet, ma si batte per una vita possibile senza connessione ininterrotta.</p>

<p>E in quanto atteggiamento, l’offpunk è più vicino a tattiche laiche, come la meditazione e la guerriglia.</p>

<p>Inoltre è evidente che le complessità del lavoro moderno, anche quelle che coinvolgono attività analogiche come l’insegnamento, sono sempre più invase dai processi digitali.
Negli anni 2020, l’uso comune di Internet può essere associato solo al lavoro, così come la disconnessione può essere associata solo al tempo libero.</p>

<p>In questo modo, un atteggiamento «offpunk» difende la vita al di là del lavoro.</p>

<p>Paradossalmente, tutti questi strati superflui di digitalizzazione nella nostra vita quotidiana rendono l’interazione analogica e diretta sempre più efficace o fluida nella risoluzione dei nostri problemi quotidiani (vedi «strumenti offpunk»).</p>

<p>Sono «offpunk»: un adolescente che adotta un telefono basico (dumb phone) e si unisce a un club luddista; un audiofilo che, insoddisfatto di Spotify, decide di acquistare un giradischi o un lettore mp3; un esperto che utilizza sistemi di sicurezza informatica minimalisti; gli attivisti che combattono l’obsolescenza dei dispositivi elettronici installando Linux o delle ROM personalizzate sui propri dispositivi; un lavoratore autonomo che disattiva i propri social media commerciali come Instagram e Facebook per concentrarsi direttamente sui suoi clienti; un anziano che resiste all’uso dello smartphone e trova modi per aggirare la digitalizzazione.</p>

<p>L’offpunk non è nostalgia. Non è né una tecnofobia ingenua né una fuga romantica verso un passato immaginario. È, prima di tutto, una ricerca di sovranità e autonomia. Parafrasando lo scrittore brasiliano <a href="https://textosobretela.com/p/geriatria-da-tecnologia" rel="nofollow">Eduardo Fernandes</a>, in quanto offpunk,</p>

<blockquote><p>la rivoluzione tecnologica non è rivoluzionaria, e rendersi obsoleti non è reazionario.</p></blockquote>

<h3 id="l-estetica-offpunk">L’estetica offpunk</h3>

<p>L’offpunk non ha ancora un volto, ma abbiamo alcuni indizi su come potrebbe essere. Il primo di questi può derivare da una recente definizione di Ploum riguardo alla propria azione su Internet: “technopunk”, un tecnofilo antisistema.</p>

<p>Come accennato in precedenza, l’offpunk è un atteggiamento nei confronti dello stato della tecnologia nel mondo contemporaneo, non un’utopia/distopia né un’estetica visiva che fa parte di un movimento culturale più ampio come il “<em>solarpunk</em>” o il “cyberpunk”.</p>

<p>Alcuni esempi di offpunk:</p>

<p>1) nell’informatica, il browser <a href="https://ploum.net/2026-02-09-offpunk3.html" rel="nofollow">Offpunk</a>, per il protocollo Gemini, da cui prende il nome questo manifesto;</p>

<p>2) nel design, il concetto di <a href="https://ploum.net/the-computer-built-to-last-50-years/index.html" rel="nofollow">“Forever Computer”</a> e il telefono Mudita Kompakt;</p>

<p>3) nella società, il club luddista di New York;</p>

<p>4) nella letteratura, “<a href="https://bikepunk.fr/" rel="nofollow">Bikepunk</a>” (2024) di Ploum;</p>

<p>5) nel cinema, “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Una_battaglia_dopo_l&#39;altra" rel="nofollow">Una battaglia dopo l’altra</a>” (2025).</p>

<blockquote><p>In Una battaglia dopo l’altra, l’«obsolescenza», il downgrade, è una strategia di libertà. I personaggi ricorrono a dispositivi vecchi e modificabili per creare una rete parallela di comunicazione e sicurezza. Quando emergono nuove tecnologie (come gli smartphone), queste hanno lo scopo di mettere a rischio le vite, di reprimere le persone e di impedire che i piani vadano a buon fine.</p></blockquote>

<p>― <a href="https://textosobretela.com/p/geriatria-da-tecnologia" rel="nofollow">Eduardo Fernandes</a> (Texto Sobre Tela).</p>

<p>Nel film tedesco-giapponese “Perfect Days” (2023), assistiamo alla routine idilliaca di Hirayama, addetto alle pulizie dei bagni pubblici del Tokyo Project, che nel tempo libero scatta foto con la pellicola, ascolta musica su cassette, va in bicicletta, legge libri prima di dormire e apprezza ogni momento delle sue giornate, disconnesso e con grande soddisfazione.</p>

<p>Il Giappone, famoso per essere un paese che riesce a conciliare modernità e tradizione, offre sportelli per il pagamento in contanti, comunicazioni aziendali tramite telefono fisso e tecnologie informatiche ormai superate utilizzate dalle grandi aziende — come il fax e i dischetti. In India, che forse vanta il miglior sistema telefonico al mondo, il cittadino medio effettua circa 90 chiamate al giorno.</p>

<h3 id="rivendicazioni">Rivendicazioni</h3>

<p>Sono temi legati all’offpunk:</p>

<p>1) la lotta contro la sovrapproduzione;</p>

<p>2) la lotta contro l’obsolescenza programmata;</p>

<p>3) la lotta contro l’«Internet delle cose», con l’obiettivo di spezzare il circolo vizioso tra dispositivi interconnessi che ci rubano tempo e raccolgono i nostri dati per alimentare i Big Data;</p>

<p>4) la lotta contro l’economia dell’attenzione;</p>

<p>5) la riduzione dell’orario di lavoro, che a poco a poco spinge sempre più l’attività lavorativa nel campo virtuale;</p>

<p>6) il diritto al tempo libero, alla cittadinanza e al lavoro senza la necessità di un dispositivo digitale;</p>

<p>7) l’emergere di una piena inclusione digitale delle classi più povere e delle popolazioni anziane, che non si basa solo sull’accessibilità a un dispositivo elettronico, ma anche sull’alfabetizzazione digitale per l’utilizzo e la manutenzione autonoma di tale dispositivo, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da terzi.</p>

<p>Come sostiene il giornalista italiano Giulio Cavalli:</p>

<blockquote><p>È vero: la digitalizzazione semplifica, snellisce e uniforma le procedure. Ma solo per chi riesce a farne parte.</p>

<p>Per tutti gli altri il futuro è una porta chiusa.</p></blockquote>

<p>― <a href="https://www.lettera43.it/spid-digitalizzazione-pa-esclusione-diritti-sinistra/" rel="nofollow">«Garantire il non digitale è un diritto, non un ritorno al passato»</a> (lettera43)</p>

<h3 id="strumenti-off-punk">Strumenti off-punk:</h3>

<p>1) il denaro contante ― è pratico, non richiede né elettricità né Internet e garantisce che i dati personali non vengano archiviati, aggregati o rivenduti in/da sistemi di Big Data;</p>

<p>2) i mezzi analogici ― garantiscono che sia possibile una comunicazione indipendente da Internet o che l’oggetto sia effettivamente tuo (e non noleggiato), in quanto tangibile: dischi, libri, radio, giornali cartacei;</p>

<p>3) mezzi digitali indipendenti e decentralizzati ― e-mail, siti web “brutalisti” a basso costo, feed RSS, fotocamere digitali, lettori mp3/mp4, telefoni “basici” (dumb phones);</p>

<p>4) mezzi di archiviazione e trasferimento di file ― garantiscono che i dati digitali non vengano sottratti in caso di interruzione della connessione o che non dipendano dalla buona volontà di un gestore di server proprietario: dischi rigidi, schede di memoria, chiavette USB, servizi cloud autogestiti e locali;</p>

<p>5) protocolli di comunicazione alternativi: messaggistica via Bluetooth (Bitchat), Gemini, e-mail crittografata, navigazione onion (Tor), XMPP.</p>

<h3 id="le-sfide">Le sfide:</h3>

<p>1) superare le comodità offerte dal digitale (ricerca, traduzione di testi, intrattenimento facile, pagamenti a distanza);</p>

<p>2) accedere a spazi sociali che richiedono sempre più spesso un dispositivo digitale (concerti, parcheggi, cinema, stadi o club sportivi, ristoranti);</p>

<p>3) creare reti di lavoro senza l’intermediazione del digitale.</p>

<p>Difendiamo il diritto inalienabile a un mondo non digitale, il diritto di condividere senza l’intermediazione di algoritmi e di organizzarsi socialmente senza piattaforme centralizzate, nonché il diritto di resistere all’imperativo della presenza online.</p>

<p>Finché esisterà il monopolio tecnologico nelle mani di poche aziende del Nord del mondo; finché esisterà la sorveglianza di massa con il consenso dello Stato; finché ci sarà una raccolta massiccia di dati ― e l’assenza di trasparenza sull’uso dei dati raccolti ―; finché esisterà l’economia dell’attenzione, che usurpa il nostro prezioso tempo libero per fper costringerci a visualizzare pubblicità su servizi digitali essenziali; finché esisteranno infrastrutture che impediscono la sovranità digitale nei paesi del Sud del mondo; finché esisterà la digitalizzazione obbligatoria in un mondo in cui Internet non è considerato un diritto fondamentale inalienabile ― la rivoluzione non sarà digitale.</p>

<p>Questo testo è stato scritto originariamente in portoghese ed è firmato da Arlon de Serra Grande e Lionel Dricot (t.c.c <a href="https://blog.ayom.media/@/ploum@mamot.fr" rel="nofollow"><a href="https://blogz.zaclys.com/@/ploum@mamot.fr" class="u-url mention" rel="nofollow">@<span>ploum@mamot.fr</span></a></a>).</p>

<p>Estate 2026.</p>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/manifesto-offpunk</guid>
      <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 17:29:04 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Sulla cura, il burnout militante e l&#39;importanza di pensare a dire grazie</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/sulla-cura-il-burnout-militante-e-limportanza-di-pensare-a-dire-grazie</link>
      <description>&lt;![CDATA[Sulla cura, il burnout militante e l&#39;importanza di pensare a dire grazie&#xA;&#xA;di Khrys&#xA;&#xA;Testo originale: https://blog.feministech.eu.org/feministech-7/ &#xA;&#xA;Distribuito con licenza CC-BY-SA&#xA;&#xA;Questa settimana vorrei parlare del prendersi cura e dell&#39;empatia, se non altro perché danno fastidio ai techbro fascisti come Musk, per i quali l&#39;empatia sarebbe la «debolezza fondamentale della civiltà occidentale»:&#xA;&#xA;  The fundamental weakness of Western civilization is empathy.&#xA;&#xA;E perché il prendersi  cura e l&#39;empatia sono temi fondamentali nell&#39;ambiente militante. Il podcast di Contretemps, con Florence Poznanski, alla cui conferenza spettacolo (conference gesticulée) Je t&#39;aime camarade ho avuto il piacere di assistere quest&#39;estate, parla del burnout militante come di una questione strategica . Purtroppo questo tema non risparmia alcune associazioni che promuovono il software libero, la cui governance e modalità di funzionamento nei confronti dei volontari si rivelano (e non è una novità) talvolta estremamente problematiche . Un-una volontario-a è sostenuto-a solo dalla motivazione. Se lo-la si scoraggia, se gli-le si toglie il senso di ciò che fa, finisce per andarsene. Alcune organizzazioni sembrano puntare proprio su questo: l&#39;allontanamento dei volontari maltrattati, la loro s (in tutta benevolenza) dalla circolazione, soprattutto se iniziano a criticare il modo in cui tutto questo funziona (male).&#xA;&#xA;C&#39;è anche il burnout di coloro che mantengono dei servizi o dei software liberi, spesso da soli o in numero troppo ridotto. Il 14 febbraio è stata l&#39;occasione per ringraziarli tramite l&#39;hashtag #ilovefs su Mastodon. Può sembrare insignificante, ma è importante: dire grazie quando funziona (e aiutare concretamente se possibile). Non intervenire solo quando qualcosa non funziona o non funziona più, per lamentarsi. In modo particolarmente significativo, il manutentore dell&#39;utility sudo  - programma noto a chiunque si sia mai interessato alla riga di comando  - ha recentemente chiesto aiuto per mantenere in vita il progetto , poiché attualmente è l&#39;unico a occuparsene…&#xA;&#xA;Questo mi fa anche pensare ai Khrys&#39;presso, la cui redazione, ogni settimana, esattamente da 430 settimane senza alcuna interruzione, è diventata poco a poco un lavoro, un vincolo, un impegno che mi impongo da sola. Ho iniziato a pubblicare queste rassegne web sul  mio sito  molto prima che mi venisse proposto di inserirle anche su Framablog, in una versione graficamente più curata e con delle illustrazioni. All&#39;inizio le facevo per me stessa, per poter ritrovare più rapidamente alcuni articoli, alcune informazioni. Da quando sono anche su Framablog, mi è già stato rimproverato di non inserire un testo alternativo sulle immagini. Ho risposto che mi sarei associata con entusiasmo a chiunque avesse accettato di occuparsi di questa parte. &#xA;Nessuno si è mai offerto. Perché farlo una volta è facile. Farlo ogni volta, ogni settimana, al momento giusto, è tutta un&#39;altra storia. È lo stesso motivo che mi ha portato a smettere di tradurre sistematicamente l&#39;inglese nei titoli e nelle citazioni del Khrys&#39;presso (cosa che mi avevano suggerito di fare per la versione del Framablog e che ho effettivamente fatto all&#39;inizio). Anche in questo caso, nessuno si è offerto di farlo (non una volta, ma ogni volta), quindi pazienza, resta così. Pubblicare su Framablog mi richiede almeno una o due ore di lavoro in più (un colpo di pandoc per trasformare il .md in .html, riprendere tutte le citazioni una per una per metterle tra due blockquote /blockquote, scegliere e inserire le immagini...). &#xA;Non voglio/posso fare di più perché so che altrimenti non riuscirei a resistere a lungo. È un peccato, non è perfetto, non è inclusivo, ma è così che stanno le cose oppure non ci sarà più Khrys&#39;presso.&#xA;&#xA;Eppure ho ancora tempo per lanciarmi in qualcos&#39;altro, con FeminisTech? Beh sì, perché mi permette anche di esprimermi un po&#39;, invece di limitarmi a raccogliere gli articoli degli altri. Il lavoro creativo è diverso dal semplice lavoro, nel senso della Arendt . Mi permette di sensibilizzare su alcuni argomenti, di parlare di ciò che mi tocca, di sperimentare argomenti - come ad esempio la “sovranità digitale” che mi ha portato a pubblicare il mio primo post sul blog di Mediapart .&#xA;&#xA;Il lavoro, certo, è importante, è persino essenziale: senza lavoro, i bidoni della spazzatura non vengono svuotati, i piatti non vengono lavati, lo sporco si accumula, niente cresce correttamente e niente viene raccolto. Senza le piccole mani del lavoro, le società crollano (il sistema capitalistico come tutti gli altri sistemi). Ma non devono essere sempre le stesse persone a occuparsene. In una società patriarcale, si cerca di far credere alle donne che fare figli, prendersi cura della famiglia, amare, siano le uniche cose che possono dare senso alla loro vita.&#xA;&#xA;Certo, sì, prendersi cura, contribuire alla comunità o alla vita comune può dare un senso alla propria vita (ed è questo che alimenta l&#39;energia del volontariato: se continuo a pubblicare le rassegne web ogni settimana, è perché ho l&#39;impressione che siano utili, anche se solo a poche persone, perché queste ultime vengono a ringraziarmi di tanto in tanto; allora a mia volta ringrazio queste persone perché sono loro che mi danno la voglia di continuare). &#xA;&#xA;Ma occorrerebbe anche 1) che ci fosse un minimo di riconoscimento del valore di tutti questi «piccoli» gesti quotidiani e 2) che non fossero affidati, imposti, sempre alle stesse persone per «liberare» le altre - che, essi (al maschile) al contrario, godrebbero del tempo, dello spazio e della libertà di spirito (addio carico mentale) per dedicarsi alle cose “importanti” (quelle che rimangono nel tempo, da contrapporre a quelle che richiedono una riproduzione, una ripetizione incessante delle stesse azioni, degli stessi compiti): partecipare al dibattito pubblico, produrre “opere”, esistere per se stessi.&#xA;&#xA;È anche per questo che abbiamo bisogno del femminismo. Per distribuire meglio il lavoro, ma anche per ridargli il suo vero valore (le due cose vanno spesso  di pari passo).&#xA;&#xA;Dico proprio femminismo, non «donne». Perché le donne non sono «naturalmente» più portate all&#39;empatia (o al lavoro di «cura») rispetto agli uomini . Sono state semplicemente plasmate dalla società patriarcale per essere più inclini all&#39;empatia, per comportarsi come (nel sistema patriarcale) si desidera che si comportino. Se i maschilisti come Musk rifiutano l&#39;empatia, è perché la associano alla femminilità e “quindi” alla debolezza. Questo è l&#39;altro lato del patriarcato: gli uomini sono condizionati a rifiutare ogni forma di femminilità perché la femminilità è vista come una fonte di debolezza e un uomo, per definizione (patriarcale), deve essere forte. &#xA;&#xA;Non è forse questa la vera radice del fascismo? Rileggiamo Marinetti e il suo Manifesto del Futurismo  (come ho raccontato nella mia ultima conferenza , Marinetti, sostenitore incondizionato del regime fascista italiano, sarà nominato nel 1930 cavaliere della Legion d&#39;Onore in Francia - sic):&#xA;&#xA;  Vogliamo glorificare la guerra, unica igiene del mondo, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttivo degli anarchici, le belle Idee che uccidono e il disprezzo della donna.&#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h3 id="sulla-cura-il-burnout-militante-e-l-importanza-di-pensare-a-dire-grazie">Sulla cura, il burnout militante e l&#39;importanza di pensare a dire grazie</h3>

<p>di <a href="https://mamot.fr/@Khrys" rel="nofollow">Khrys</a></p>

<p>Testo originale: <a href="https://blog.feministech.eu.org/feministech-7/" rel="nofollow">https://blog.feministech.eu.org/feministech-7/</a></p>

<p>Distribuito con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/it/" rel="nofollow">licenza CC-BY-SA</a></p>

<p>Questa settimana vorrei parlare del prendersi cura e dell&#39;empatia, se non altro perché danno fastidio ai techbro fascisti come <a href="https://edition.cnn.com/2025/03/05/politics/elon-musk-rogan-interview-empathy-doge?ref=blog.feministech.eu.org#maincontent" rel="nofollow">Musk</a>, per i quali l&#39;empatia sarebbe la «debolezza fondamentale della civiltà occidentale»:</p>

<blockquote><p>The fundamental weakness of Western civilization is empathy.</p></blockquote>

<p>E perché il prendersi  cura e l&#39;empatia sono temi fondamentali nell&#39;ambiente militante. Il podcast di Contretemps, con Florence Poznanski, alla cui conferenza spettacolo (<a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Conf%C3%A9rence_gesticul%C3%A9e" rel="nofollow">conference gesticulée</a>) J<em>e t&#39;aime camarade</em> ho avuto il piacere di assistere quest&#39;estate, parla del <a href="https://www.contretemps.eu/epuisement-militantisme-burn-out-podcast/?ref=blog.feministech.eu.org" rel="nofollow">burnout militante come di una questione strategica</a> . Purtroppo questo tema non risparmia alcune associazioni che promuovono il software libero, la cui governance e modalità di funzionamento nei confronti dei volontari si rivelano (e non è una novità) talvolta estremamente problematiche . Un-una volontario-a è sostenuto-a solo dalla motivazione. Se lo-la si scoraggia, se gli-le si toglie il senso di ciò che fa, finisce per andarsene. Alcune organizzazioni sembrano puntare proprio su questo: l&#39;allontanamento dei volontari maltrattati, la loro s (in tutta benevolenza) dalla circolazione, soprattutto se iniziano a criticare il modo in cui tutto questo funziona (male).</p>

<p>C&#39;è anche il burnout di coloro che mantengono dei servizi o dei software liberi, spesso da soli o in numero troppo ridotto. Il 14 febbraio è stata l&#39;occasione per ringraziarli tramite l&#39;hashtag <a href="https://mamot.fr/tags/ilovefs?ref=blog.feministech.eu.org" rel="nofollow"><a href="/nilocram/tag:ilovefs" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ilovefs</span></a></a> su Mastodon. Può sembrare insignificante, ma è importante: dire grazie quando funziona (e aiutare concretamente se possibile). Non intervenire solo quando qualcosa non funziona o non funziona più, per lamentarsi. In modo particolarmente significativo, il manutentore dell&#39;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sudo" rel="nofollow">utility sudo</a>  – programma noto a chiunque si sia mai interessato alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Interfaccia_a_riga_di_comando" rel="nofollow">riga di comando</a>  – ha recentemente <a href="https://www.theregister.com/2026/02/03/sudo_maintainer_asks_for_help/?ref=blog.feministech.eu.org" rel="nofollow">chiesto aiuto per mantenere in vita il progetto</a> , poiché attualmente è l&#39;unico a occuparsene…</p>

<p>Questo mi fa anche pensare ai Khrys&#39;presso, la cui redazione, ogni settimana, esattamente da 430 settimane senza alcuna interruzione, è diventata poco a poco un lavoro, un vincolo, un impegno che mi impongo da sola. Ho iniziato a pubblicare queste rassegne web sul <a href="https://khrys.eu.org/revue-hebdo/?ref=blog.feministech.eu.org" rel="nofollow"> mio sito</a>  molto prima che mi venisse proposto di inserirle anche su Framablog, in una versione graficamente più curata e con delle illustrazioni. All&#39;inizio le facevo per me stessa, per poter ritrovare più rapidamente alcuni articoli, alcune informazioni. Da quando sono anche su Framablog, mi è già stato rimproverato di non inserire un testo alternativo sulle immagini. Ho risposto che mi sarei associata con entusiasmo a chiunque avesse accettato di occuparsi di questa parte.
Nessuno si è mai offerto. Perché farlo una volta è facile. Farlo ogni volta, ogni settimana, al momento giusto, è tutta un&#39;altra storia. È lo stesso motivo che mi ha portato a smettere di tradurre sistematicamente l&#39;inglese nei titoli e nelle citazioni del Khrys&#39;presso (cosa che mi avevano suggerito di fare per la versione del Framablog e che ho effettivamente fatto all&#39;inizio). Anche in questo caso, nessuno si è offerto di farlo (non una volta, ma ogni volta), quindi pazienza, resta così. Pubblicare su Framablog mi richiede almeno una o due ore di lavoro in più (un colpo di pandoc per trasformare il .md in .html, riprendere tutte le citazioni una per una per metterle tra due <code>&lt;blockquote&gt; &lt;/blockquote&gt;</code>, scegliere e inserire le immagini...).
Non voglio/posso fare di più perché so che altrimenti non riuscirei a resistere a lungo. È un peccato, non è perfetto, non è inclusivo, ma è così che stanno le cose oppure non ci sarà più Khrys&#39;presso.</p>

<p>Eppure ho ancora tempo per lanciarmi in qualcos&#39;altro, con FeminisTech? Beh sì, perché mi permette anche di esprimermi un po&#39;, invece di limitarmi a raccogliere gli articoli degli altri. Il lavoro creativo è diverso dal semplice <a href="https://www.radiofrance.fr/franceculture/podcasts/avec-philosophie/arendt-et-marx-travail-et-souffrance-sociale-6942965?ref=blog.feministech.eu.org" rel="nofollow">lavoro, nel senso della Arendt</a> . Mi permette di sensibilizzare su alcuni argomenti, di parlare di ciò che mi tocca, di sperimentare argomenti – come ad esempio la “sovranità digitale” che mi ha portato a pubblicare il mio primo <a href="https://blogs.mediapart.fr/khrys/blog/130226/pour-une-souverainete-numerique-populaire-libre-et-emancipatrice?ref=blog.feministech.eu.org" rel="nofollow">post sul blog di Mediapart</a> .</p>

<p>Il lavoro, certo, è importante, è persino essenziale: senza lavoro, i bidoni della spazzatura non vengono svuotati, i piatti non vengono lavati, lo sporco si accumula, niente cresce correttamente e niente viene raccolto. Senza le piccole mani del lavoro, le società crollano (il sistema capitalistico come tutti gli altri sistemi). Ma non devono essere sempre le stesse persone a occuparsene. In una società patriarcale, si cerca di far credere alle donne che fare figli, prendersi cura della famiglia, amare, siano le uniche cose che possono dare senso alla loro vita.</p>

<p>Certo, sì, prendersi cura, contribuire alla comunità o alla vita comune può dare un senso alla propria vita (ed è questo che alimenta l&#39;energia del volontariato: se continuo a pubblicare le rassegne web ogni settimana, è perché ho l&#39;impressione che siano utili, anche se solo a poche persone, perché queste ultime vengono a ringraziarmi di tanto in tanto; allora a mia volta ringrazio queste persone perché sono loro che mi danno la voglia di continuare).</p>

<p>Ma occorrerebbe anche 1) che ci fosse un minimo di riconoscimento del valore di tutti questi «piccoli» gesti quotidiani e 2) che non fossero affidati, imposti, sempre alle stesse persone per «liberare» le altre – che, essi (al maschile) al contrario, godrebbero del tempo, dello spazio e della libertà di spirito (addio carico mentale) per dedicarsi alle cose “importanti” (quelle che rimangono nel tempo, da contrapporre a quelle che richiedono una riproduzione, una ripetizione incessante delle stesse azioni, degli stessi compiti): partecipare al dibattito pubblico, produrre “opere”, esistere per se stessi.</p>

<p>È anche per questo che abbiamo bisogno del femminismo. Per distribuire meglio il lavoro, ma anche per ridargli il suo vero valore (le due cose vanno spesso  di pari passo).</p>

<p>Dico proprio femminismo, non «donne». Perché <a href="https://www.bbc.com/future/article/20260213-are-women-naturally-more-empathetic-than-men?ref=blog.feministech.eu.org" rel="nofollow">le donne non sono «naturalmente» più portate all&#39;empatia (o al lavoro di «cura») rispetto agli uomini</a> . Sono state semplicemente plasmate dalla società patriarcale per essere più inclini all&#39;empatia, per comportarsi come (nel sistema patriarcale) si desidera che si comportino. Se i maschilisti come Musk rifiutano l&#39;empatia, è perché la associano alla femminilità e “quindi” alla debolezza. Questo è l&#39;altro lato del patriarcato: gli uomini sono condizionati a rifiutare ogni forma di femminilità perché la femminilità è vista come una fonte di debolezza e un uomo, per definizione (patriarcale), deve essere forte.</p>

<p>Non è forse questa la vera radice del fascismo? Rileggiamo Marinetti e il suo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_del_Futurismo" rel="nofollow">Manifesto del Futurismo</a>  (come ho raccontato nella mia <a href="https://khrys.eu.org/conferences/techno-logies/?ref=blog.feministech.eu.org" rel="nofollow">ultima conferenza</a> , Marinetti, sostenitore incondizionato del regime fascista italiano, sarà nominato nel 1930 cavaliere della Legion d&#39;Onore in Francia – sic):</p>

<blockquote><p>Vogliamo glorificare la guerra, unica igiene del mondo, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttivo degli anarchici, le belle Idee che uccidono e il disprezzo della donna.</p></blockquote>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/sulla-cura-il-burnout-militante-e-limportanza-di-pensare-a-dire-grazie</guid>
      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 15:23:16 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Benvenuti a Wiki Radio: conoscenza libera per le orecchie</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/benvenuti-a-wiki-radio-conoscenza-libera-per-le-orecchie</link>
      <description>&lt;![CDATA[di Patrick Wildermann &#xA;&#xA;Testo originale: https://blog.wikimedia.de/2025/12/04/wiki-radio/  &#xA;Traduzione italiana:  nilocram &#xA;&#xA;Un uomo e suo figlio ascoltano la radio in treno usando le cuffie. Immagine in bianco e nero del 1925 &#xA;&#xA;A tutti coloro che hanno voglia di un&#39;esperienza audio inaspettata, consigliamo: Wiki Radio! &#xA;Il programma sorprende ogni volta e, tra l&#39;altro, rende anche più intelligenti. Sul sito web vengono riprodotti file audio selezionati a caso dall&#39;enorme archivio multimediale libero di Wikimedia Commons. Dai concerti di Beethoven alla poesia, fino al cinguettio degli uccelli: ogni brano è accompagnato da interessanti informazioni di base. &#xA;&#xA;Su Wikimedia Commons  sono attualmente disponibili oltre 130 milioni di foto, video e file audio, tutti con licenza libera, in modo che chiunque nel mondo possa utilizzarli facilmente e gratuitamente. Se volete conoscere questo enorme archivio multimediale in modo divertente e giocoso, Wiki Radio  è proprio quello che fa per voi!&#xA;&#xA;Un viaggio di scoperta attraverso l&#39;archivio audio di Wikimedia Commons&#xA;Wiki Radio riproduce in modo casuale brani audio trovati su Wikimedia Commons. Dopo pochi secondi è possibile passare al brano successivo premendo il tasto “Skip”. Inoltre, è disponibile un pulsante “Track Details” che consente di accedere alla pagina Wikimedia Commons corrispondente al file audio con le informazioni di base.&#xA;&#xA;La varietà del programma Wiki Radio è enorme: spazia dal “Requiem” di Beethoven a discorsi politici storici, dalla musica delle intro di videogiochi famosi a un annuncio della metropolitana di Monaco di Baviera o a una poesia recitata, fino al cinguettio degli uccelli.&#xA;&#xA;L&#39;inventore Rico Monkeon  per creare Wiki Radio si è ispirato a Wikitok : questa applicazione consente agli utenti di scorrere le immagini degli articoli di Wikipedia e, chi desidera saperne di più, può semplicemente cliccare sul testo corrispondente.&#xA;&#xA;Wiki Radio trasferisce ora questo principio alle orecchie: buon ascolto e buon divertimento!&#xA;&#xA;Ecco il link per ascoltare Wiki Radio:  https://www.monkeon.co.uk/wikiradio/ &#xA;&#xA;Wiki radio The thrilling sound of random Wikimedia &#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>di Patrick Wildermann</p>

<p>Testo originale: <a href="https://blog.wikimedia.de/2025/12/04/wiki-radio/" rel="nofollow">https://blog.wikimedia.de/2025/12/04/wiki-radio/ </a>
Traduzione italiana:  <a href="https://framapiaf.org/@nilocram" rel="nofollow">nilocram</a></p>

<p><img src="https://blog.wikimedia.de/wp-content/webp-express/webp-images/doc-root/wp-content/uploads/sites/9/WIKIRADIO-1440x810.jpg.webp" alt="Un uomo e suo figlio ascoltano la radio in treno usando le cuffie. Immagine in bianco e nero del 1925"></p>

<p>A tutti coloro che hanno voglia di un&#39;esperienza audio inaspettata, consigliamo: <strong>Wiki Radio</strong>!
Il programma sorprende ogni volta e, tra l&#39;altro, rende anche più intelligenti. Sul sito web vengono riprodotti file audio selezionati a caso dall&#39;enorme archivio multimediale libero di Wikimedia Commons. Dai concerti di Beethoven alla poesia, fino al cinguettio degli uccelli: ogni brano è accompagnato da interessanti informazioni di base.</p>

<p>Su <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/Pagina_principale" rel="nofollow">Wikimedia Commons</a>  sono attualmente disponibili oltre 130 milioni di foto, video e file audio, tutti con licenza libera, in modo che chiunque nel mondo possa utilizzarli facilmente e gratuitamente. Se volete conoscere questo enorme archivio multimediale in modo divertente e giocoso, <a href="https://www.monkeon.co.uk/wikiradio/" rel="nofollow">Wiki Radio</a>  è proprio quello che fa per voi!</p>

<h3 id="un-viaggio-di-scoperta-attraverso-l-archivio-audio-di-wikimedia-commons">Un viaggio di scoperta attraverso l&#39;archivio audio di Wikimedia Commons</h3>

<p>Wiki Radio riproduce in modo casuale brani audio trovati su Wikimedia Commons. Dopo pochi secondi è possibile passare al brano successivo premendo il tasto “Skip”. Inoltre, è disponibile un pulsante “Track Details” che consente di accedere alla pagina Wikimedia Commons corrispondente al file audio con le informazioni di base.</p>

<p>La varietà del programma Wiki Radio è enorme: spazia dal “Requiem” di Beethoven a discorsi politici storici, dalla musica delle intro di videogiochi famosi a un annuncio della metropolitana di Monaco di Baviera o a una poesia recitata, fino al cinguettio degli uccelli.</p>

<p>L&#39;inventore <a href="https://mastodon.social/@ricomonkeon" rel="nofollow">Rico Monkeon</a>  per creare Wiki Radio si è ispirato a <a href="https://wikitok.vercel.app/" rel="nofollow">Wikitok</a> : questa applicazione consente agli utenti di scorrere le immagini degli articoli di Wikipedia e, chi desidera saperne di più, può semplicemente cliccare sul testo corrispondente.</p>

<p>Wiki Radio trasferisce ora questo principio alle orecchie: buon ascolto e buon divertimento!</p>

<h4 id="ecco-il-link-per-ascoltare-wiki-radio-https-www-monkeon-co-uk-wikiradio-https-www-monkeon-co-uk-wikiradio">Ecco il link per ascoltare Wiki Radio:  <a href="https://www.monkeon.co.uk/wikiradio/" rel="nofollow">https://www.monkeon.co.uk/wikiradio/ </a></h4>

<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/wikiradio.png" alt="Wiki radio The thrilling sound of random Wikimedia"></p>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/benvenuti-a-wiki-radio-conoscenza-libera-per-le-orecchie</guid>
      <pubDate>Tue, 23 Dec 2025 14:54:50 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Anche nel 2026 sosteniamo Framasoft per costruire insieme l&#39;Internet della condivisione</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/anche-nel-2026-sosteniamo-framasoft-per-costruire-insieme-linternet-della</link>
      <description>&lt;![CDATA[Come al solito a metà novembre Framasoft ha presentato un bilancio dell&#39;anno in corso ed  ha esposto i suoi progetti per il 2026 lanciando contemporaneamente la campagna di donazioni che le permetteranno di realizzarli:   https://framablog.org/2025/11/18/renforcons-linternet-du-partage-soutenez-les-outils-solidaires-de-framasoft/ &#xA;&#xA;L&#39;obiettivo di quest&#39;anno è raccogliere 250000 euro entro il 31 dicembre di quest&#39;anno, ad oggi (14 dicembre) la campagna di donazioni ha già raggiunto oltre 140000 euro!&#xA;&#xA;Qui sotto trovate la traduzione italiana della prima parte dell&#39;articolo pubblicato su Framablog, quella dove si illustrano i principi su cui si basano le attività di Framasoft e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.&#xA;&#xA;Anche noi sostenitori del software libero, da questa parte delle Alpi, possiamo dare il nostro piccolo contributo a raggiungere l&#39;obiettivo finale.&#xA;&#xA;Buona lettura :)&#xA;&#xA;﻿Rafforziamo l&#39;internet della condivisione contribuendo alla solidità di Framasoft.&#xA;&#xA;Framadate si reinventa, Framapetitions (e altri strumenti!) si apre a voi, PeerTube raggiunge la versione 8... Grazie alle vostre donazioni, la nostra piccola associazione continua a costruire un Internet della condivisione, senza pubblicità, senza tracciamento, senza capitalismo di piattaforma. Per voi e per più di due milioni di persone ogni mese.&#xA;&#xA;Come ogni autunno, le foglie cadono, i server si scaldano e Framasoft riempie il suo sacco di nuovi servizi liberi.&#xA;&#xA;E, come ogni anno, abbiamo bisogno anche di voi. Perché il 94% delle nostre risorse proviene da vostre donazioni. Sì, da voi, lì, dietro il vostro schermo.&#xA;&#xA;Quindi, se desiderate che esistano ancora alternative digitali che non vi vendano al miglior offerente, è il momento di dare una mano.&#xA;&#xA;Insieme, dimostriamo che un altro web è possibile... e chiaramente più solidale.&#xA;&#xA;Perché un Internet libero non cresce nei datacenter di Amazon: si coltiva insieme, qui e ora.&#xA;&#xA;﻿Framasoft è un bene comune, è importante prendersene cura&#xA; &#xA;   Certo, detto così, potrebbe sembrare uno slogan da startup della tech for good human centered digital ethics©®™. Al di là della formula, vogliamo condividere con voi le nostre riflessioni, scelte e azioni, come tanti argomenti che supportano questa affermazione.&#xA;   &#xA;   Internet appartiene agli utenti, non ai monopoli&#xA;      &#xA;      Siamo un&#39;associazione che non ha nulla da vendere e che non cerca il profitto: nessuna pubblicità, nessuna vendita di dati, nessun azionista. Bolloré non potrà comprarci! 🤑&#xA;      &#xA;      Si sente spesso dire che « Se è gratis, sei tu il prodotto! ». Noi dimostriamo che esistono eccezioni a questa regola: i nostri servizi sono gratuiti perché sono finanziati dalla solidarietà, e non perché i vostri dati saranno sfruttati. Poiché non c&#39;è alcun interesse a sfruttarvi, non c&#39;è alcun interesse a « merdificare » i nostri strumenti. In verità, l&#39;unico scopo dei nostri servizi è… rendervi servizio.&#xA;      &#xA;      Le vostre donazioni finanziano direttamente strumenti digitali non-merdificati e non-commerciali.&#xA;      &#xA;      Sostenere Framasoft, è quindi partecipare a un modello unico nel suo genere. È innanzitutto rifiutare l&#39;idea che solo i giganti del digitale dettino le regole del gioco. Ma è anche, in quanto internauta, fare la scelta di investire nell&#39;interesse generale piuttosto che nel profitto privato, nella cooperazione piuttosto che nella competizione.&#xA;&#xA;       &#xA;      David Revoy– Licenza: CC-By 4.0&#xA;&#xA;La vostra generosità va a diretto beneficio della comunità.&#xA;Donando, non finanziate un progetto isolato, ma un intero ecosistema di servizi liberi, gratuiti ed etici utilizzati da più di due milioni di persone ogni mese.&#xA;Ogni euro diventa un gesto concreto: aiutare un&#39;insegnante a organizzare un&#39;uscita, un&#39;associazione a condividere i suoi file, o dei cittadini a dibattere senza dipendere dai giganti del web.&#xA;&#xA;I nostri strumenti sono beni comuni digitali, non «prodotti» o merci.&#xA;Framasoft è un bene comune digitale: più siamo numerosi a sostenere l&#39;associazione, più essa diventa preziosa per tutti.&#xA; In un contesto in cui gli aiuti pubblici diminuiscono o addirittura scompaiono, la vostra generosità è essenziale affinché la solidarietà continui a far funzionare i nostri server e a vivere i nostri progetti. Sostenendo Framasoft, rendete il web più libero, ma soprattutto più umano.&#xA;Framasoft pratica d&#39;altronde il &#34;ruissellement&#34; (quello che non è un fallimento, quello che funziona 😉), contribuendo, sotto forma di codice o denaro, ai progetti che utilizziamo o che vi proponiamo. Perché il nostro bene comune digitale si basa, anch&#39;esso, su altri beni comuni.&#xA;&#xA;Illustrazione di David Revoy (fonti)&#xA; &#xA;     Come ogni bene comune, Framasoft è fragile. Rafforziamone la solidità.&#xA;      Non abbiamo i soldi di Google (e va bene, non li vogliamo). Non abbiamo l&#39;infrastruttura di Amazon (e va bene anche questo, non la vogliamo neanche). Non abbiamo i 230.000 dipendenti di Microsoft (10 sono già più che sufficienti!). Non abbiamo la capacità di centralizzare la vita privata di Facebook/Instagram/WhatsApp (e per fortuna!).Tuttavia, siamo orgogliosi·e di vedere che il nostro lavoro è realmente utile a un vasto pubblico.&#xA;    &#xA;      Non cerchiamo la crescita (siamo un&#39;associazione a misura d&#39;uomo e intendiamo rimanerlo), né la performance (che spesso va a scapito della salute mentale dei dipendenti o dei volontari, o dell&#39;impoverimento dei fornitori di servizi).&#xA;    &#xA;      Cerchiamo piuttosto di rafforzare la nostra robustezza associativa.&#xA;    &#xA;      A causa della tragedia dei beni comuni (o per molte altre ragioni), Framasoft potrebbe scomparire domani. La Terra non smetterebbe di girare. Abbiamo già anticipato la nostra stessa compostabilità promuovendo e animando il collettivo CHATONS (che vola oggi cammina sulle sue piccole zampe pelose).&#xA;    &#xA;      Tuttavia, crediamo davvero di essere utili a un&#39;intera fetta della società e desideriamo che questa utilità perduri.&#xA;&#xA;﻿La nostra ragion d&#39;essere: fornire strumenti a coloro che rifiutano un mondo (digitale) ingiusto.&#xA;&#xA;   Coloro che scelgono più  progresso sociale e più  giustizia sociale di fronte alla fascistizzazione del mondo (compreso quella del mondo digitale).&#xA;   &#xA;   Anche coloro che devono affrontare attacchi sempre più forti e frequenti.&#xA;   &#xA;   Pensiamo in particolare al mondo associativo,indebolito dal calo dei sussidi e dalla crescente precarietà, per il quale Framasoft a volte funge da ancora di salvezza digitale.&#xA;   &#xA;   I nostri strumenti consentono alle iniziative locali di persistere e adattarsi, nonostante le difficoltà economiche e politiche. Molti esempi ci onorano: organizzazione di azioni militanti online, mantenimento del legame con i beneficiari, organizzazione di eventi indipendentemente dalle GAFAM.&#xA;   &#xA;   In quanto associazione, Framasoft pratica la solidarietà inter-associativa: condivide le sue risorse (software, server, conoscenze) con altre strutture.&#xA;   &#xA;   Fare una donazione a Framasoft significa contribuire a questo slancio di solidarietà tra organizzazioni che, insieme, tessono una rete di sicurezza sociale e culturale per la popolazione.&#xA; &#xA;   &#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito a metà novembre Framasoft ha presentato un bilancio dell&#39;anno in corso ed  ha esposto i suoi progetti per il 2026 lanciando contemporaneamente la campagna di donazioni che le permetteranno di realizzarli:   <a href="https://framablog.org/2025/11/18/renforcons-linternet-du-partage-soutenez-les-outils-solidaires-de-framasoft/" rel="nofollow">https://framablog.org/2025/11/18/renforcons-linternet-du-partage-soutenez-les-outils-solidaires-de-framasoft/</a></p>

<p>L&#39;obiettivo di quest&#39;anno è raccogliere <strong>250000 euro entro il 31 dicembre</strong> di quest&#39;anno, ad oggi (14 dicembre) la campagna di donazioni ha già raggiunto <strong>oltre 140000 euro!</strong></p>

<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/soutenir-frama.png" alt=""></p>

<p>Qui sotto trovate la traduzione italiana della prima parte dell&#39;articolo pubblicato su Framablog, quella dove si illustrano i principi su cui si basano le attività di Framasoft e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.</p>

<p><strong>Anche noi sostenitori del software libero, da questa parte delle Alpi, possiamo dare il nostro piccolo contributo a raggiungere l&#39;obiettivo finale.</strong></p>

<h3 id="buona-lettura">Buona lettura :)</h3>

<h3 id="rafforziamo-l-internet-della-condivisione-contribuendo-alla-solidità-di-framasoft">﻿Rafforziamo l&#39;internet della condivisione contribuendo alla solidità di Framasoft.</h3>

<p>Framadate si reinventa, Framapetitions (e altri strumenti!) si apre a voi, PeerTube raggiunge la versione 8... Grazie alle vostre donazioni, la nostra piccola associazione continua a costruire <strong>un Internet della condivisione, senza pubblicità, senza tracciamento, senza capitalismo di piattaforma</strong>. Per voi e per più di due milioni di persone ogni mese.</p>

<p>Come ogni autunno, le foglie cadono, i server si scaldano e Framasoft riempie il suo sacco di <strong>nuovi servizi liberi</strong>.</p>

<p>E, come ogni anno, abbiamo bisogno anche di voi. Perché il 94% delle nostre risorse proviene da <strong>vostre</strong> donazioni. Sì, da voi, lì, dietro il vostro schermo.</p>

<p>Quindi, se desiderate che esistano ancora alternative digitali che non vi vendano al miglior offerente, è il momento di <a href="https://soutenir.framasoft.org/" rel="nofollow">dare una mano</a>.</p>

<p>Insieme, dimostriamo che un altro web è possibile... e chiaramente più solidale.</p>

<p>Perché un Internet libero non cresce nei <em>datacenter</em> di Amazon: <strong>si coltiva insieme, qui e ora</strong>.</p>

<h3 id="framasoft-è-un-bene-comune-è-importante-prendersene-cura">﻿Framasoft è un bene comune, è importante prendersene cura</h3>

<p>   Certo, detto così, potrebbe sembrare uno slogan da <em>startup</em> della <em>tech for good human centered digital ethics</em>©®™. Al di là della formula, vogliamo condividere con voi le nostre riflessioni, scelte e azioni, come tanti argomenti che supportano questa affermazione.</p>

<p>   <strong>Internet appartiene agli utenti, non ai monopoli</strong></p>

<p>      <strong>Siamo un&#39;associazione che non ha nulla da vendere e che non cerca il profitto</strong>: nessuna pubblicità, nessuna vendita di dati, nessun azionista. Bolloré non potrà comprarci! 🤑</p>

<p>      Si sente spesso dire che <em>« Se è gratis, sei tu il prodotto! »</em>. Noi dimostriamo che esistono eccezioni a questa regola: <strong>i nostri servizi sono gratuiti perché sono finanziati dalla solidarietà</strong>, e non perché i vostri dati saranno sfruttati. Poiché non c&#39;è alcun interesse a sfruttarvi, non c&#39;è alcun interesse a « merdificare » i nostri strumenti. In verità, l&#39;unico scopo dei nostri servizi è… rendervi servizio.</p>

<p>      Le vostre donazioni finanziano direttamente <strong>strumenti digitali non-merdificati e non-commerciali</strong>.</p>

<p>      <a href="https://soutenir.framasoft.org/" rel="nofollow">Sostenere Framasoft</a>, è quindi partecipare a un modello unico nel suo genere. È innanzitutto rifiutare l&#39;idea che solo i giganti del digitale dettino le regole del gioco. Ma è anche, in quanto internauta, <strong>fare la scelta di investire nell&#39;interesse generale</strong> piuttosto che nel profitto privato, nella cooperazione piuttosto che nella competizione.</p>

<p>      <img src="https://framablog.org/wp-content/uploads/2022/07/2022-05-23_lets-leave-planet-GAFAM-NATU-BATX_by-David-Revoy-768x543.jpg" alt="">
      <a href="https://www.peppercarrot.com/fr/files/framasoft.html" rel="nofollow">David Revoy</a>– Licenza: <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/" rel="nofollow">CC-By 4.0</a></p>

<h3 id="la-vostra-generosità-va-a-diretto-beneficio-della-comunità">La vostra generosità va a diretto beneficio della comunità.</h3>

<p>Donando, non finanziate un progetto isolato, ma un intero ecosistema di servizi liberi, gratuiti ed etici utilizzati da <strong>più di due milioni di persone ogni mese.</strong>
Ogni euro diventa un gesto concreto: aiutare un&#39;insegnante a organizzare un&#39;uscita, un&#39;associazione a condividere i suoi file, o dei cittadini a dibattere senza dipendere dai giganti del web.</p>

<p><strong>I nostri strumenti sono beni comuni digitali, non «prodotti» o merci.</strong>
Framasoft è un <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Commun_num%C3%A9rique?wprov=wppw2#D%C3%A9finition" rel="nofollow">bene comune digitale</a>: <strong>più siamo numerosi a sostenere l&#39;associazione, più essa diventa preziosa per tutti.</strong>
 In un contesto in cui <a href="https://www.canetientplus.org/" rel="nofollow">gli aiuti pubblici diminuiscono o addirittura scompaiono</a>, la vostra generosità è essenziale affinché la solidarietà continui a far funzionare i nostri server e a vivere i nostri progetti. <strong>Sostenendo Framasoft, rendete il web più libero, ma soprattutto più umano.</strong>
Framasoft pratica d&#39;altronde il “ruissellement” (quello che non è un fallimento, quello che funziona 😉), <a href="https://wiki.framasoft.org/contributions" rel="nofollow">contribuendo, sotto forma di codice o denaro</a>, <strong>ai progetti che utilizziamo o che vi proponiamo.</strong> Perché il nostro bene comune digitale si basa, anch&#39;esso, su altri beni comuni.</p>

<p><img src="https://framablog.org/wp-content/uploads/2021/11/F8_Soutiens-divers-CC-By-David-Revoy-768x768.jpg" alt="">
Illustrazione di David Revoy (<a href="https://www.peppercarrot.com/en/files/framasoft.html" rel="nofollow">fonti</a>)</p>

<p>     <strong>Come ogni bene comune, Framasoft è fragile. Rafforziamone la solidità.</strong>
      Non abbiamo i soldi di Google (e va bene, non li vogliamo). Non abbiamo l&#39;infrastruttura di Amazon (e va bene anche questo, non la vogliamo neanche). Non abbiamo i 230.000 dipendenti di Microsoft (10 sono già più che sufficienti!). Non abbiamo la capacità di centralizzare la vita privata di Facebook/Instagram/WhatsApp (e per fortuna!).<strong>Tuttavia, siamo orgogliosi·e di vedere che il nostro lavoro è realmente utile a un vasto pubblico.</strong></p>

<p>      Non cerchiamo la crescita (siamo un&#39;associazione a misura d&#39;uomo e intendiamo rimanerlo), né la performance (che spesso va a scapito della salute mentale dei dipendenti o dei volontari, o dell&#39;impoverimento dei fornitori di servizi).</p>

<p>      Cerchiamo piuttosto di <strong>rafforzare la nostra <a href="https://co-construire.be/?conferenceHamant" rel="nofollow">robustezza associativa</a></strong>.</p>

<p>      A causa della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tragedia_dei_beni_comuni" rel="nofollow">tragedia dei beni comuni</a> (o per molte altre ragioni), Framasoft <em>potrebbe</em> scomparire domani. La Terra non smetterebbe di girare. Abbiamo già anticipato la nostra stessa <a href="https://wiki.remixthecommons.org/index.php/La_compostabilit%C3%A9_des_structures,_des_projets_et_des_humains_-_Laurent_Marseault" rel="nofollow"><em>compostabilità</em></a> promuovendo e animando il <a href="https://chatons.org/" rel="nofollow">collettivo CHATONS</a> (che vola oggi cammina sulle sue piccole zampe pelose).</p>

<p>      Tuttavia, crediamo davvero di essere utili a un&#39;intera fetta della società e desideriamo che questa utilità perduri.</p>

<h3 id="la-nostra-ragion-d-essere-fornire-strumenti-a-coloro-che-rifiutano-un-mondo-digitale-ingiusto">﻿La nostra ragion d&#39;essere: fornire strumenti a coloro che rifiutano un mondo (digitale) ingiusto.</h3>

<p>   Coloro che scelgono <strong>più  <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Progr%C3%A8s_social" rel="nofollow"><strong>progresso sociale</strong></a> e più  <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/ustice_sociale" rel="nofollow"><strong>giustizia sociale</strong></a></strong> di fronte alla <a href="https://www.lemonde.fr/idees/article/2024/11/17/tout-semble-en-place-pour-une-reinvention-du-fascisme-autour-de-la-question-environnementale_6397988_3232.html" rel="nofollow">fascistizzazione del mondo</a> (compreso <a href="https://www.radiofrance.fr/franceculture/podcasts/questions-du-soir-le-debat/la-technologie-reinvente-t-elle-le-fascisme-8626463" rel="nofollow">quella del mondo digitale</a>).</p>

<p>   Anche coloro che devono affrontare attacchi sempre più forti e frequenti.</p>

<p>   Pensiamo in particolare al mondo associativo,<a href="https://www.hexopee.org/media/download/180c638598f91d9dfe7de0b184063775f3851bb4.pdf" rel="nofollow">indebolito dal calo dei sussidi e dalla crescente precarietà</a>, per il quale <strong>Framasoft a volte funge da ancora di salvezza digitale</strong>.</p>

<p>   I nostri strumenti consentono alle iniziative locali di persistere e adattarsi, nonostante le difficoltà economiche e politiche. Molti esempi ci onorano: organizzazione di azioni militanti online, mantenimento del legame con i beneficiari, organizzazione di eventi indipendentemente dalle GAFAM.</p>

<p>   In quanto associazione, Framasoft pratica la solidarietà inter-associativa: condivide le sue risorse (software, server, conoscenze) con altre strutture.</p>

<p>   <strong>Fare una donazione a Framasoft significa contribuire a questo slancio di solidarietà tra organizzazioni che, insieme, tessono una rete di sicurezza sociale e culturale per la popolazione</strong>.</p>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
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      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/anche-nel-2026-sosteniamo-framasoft-per-costruire-insieme-linternet-della</guid>
      <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 22:35:39 +0100</pubDate>
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      <title>Piccolo manifesto low-tech</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/piccolo-manifesto-low-tech</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ploum (Lionel Dricot) è uno scrittore belga di science-fiction, uno sviluppatore di software libero e un amico della bicicletta.&#xA;&#xA;Il suo ultimo romanzo si intitola Bikepunk, les chroniques du flash, un romanzo eco-ciclista:  https://bikepunk.fr/  e al momento è disponibile solo in francese.&#xA;&#xA;Qui sotto trovate la traduzione italiana di un post che Ploum ha pubblicato nel suo blog: &#xA;https://ploum.net/2025-05-16-manifeste-lowtech.html &#xA;e che io ho trovato molto interessante. &#xA;&#xA;Un grosso grazie al suo autore :)&#xA;&#xA;Il testo è distribuito con licenza Creative Commons BY-SA&#xA;&#xA;Piccolo manifesto low-tech&#xA;&#xA; &#xA;&#xA;Di  Ploum  il 16.5.2025&#xA;&#xA;Che cos&#39;è la low-tech?&#xA;&#xA;Il termine low-tech ci fa intuitivamente percepire un&#39;opposizione all&#39;eccesso tecnologico (l&#39;“high-tech”) evitando però l&#39;estremismo tecnofobico. Un termine che entusiasma, ma che mi sembra importante spiegare e di cui propongo la seguente definizione.&#xA;&#xA;Una tecnologia si definisce “low-tech” se le persone che interagiscono con essa ne conoscono e ne comprendono il funzionamento.&#xA;&#xA;Saper comprendere. Poter comprendere. Due elementi essenziali (e difficili da distinguere per me che sono belga).&#xA;&#xA;Saper comprendere&#xA;Saper comprendere una tecnologia implica avere la possibilità di costruire un modello intellettuale del suo funzionamento interno.&#xA;&#xA;È ovvio che non tutti hanno la capacità di comprendere tutte le tecnologie. Ma è possibile procedere per livelli. La maggior parte degli automobilisti sa che un&#39;auto a benzina brucia il carburante che scoppia in un motore, esplosione che aziona i pistoni che fanno girare le ruote. Il nome è di per sé un indizio: un motore a combustione interna!&#xA;&#xA;Se non capisco bene il funzionamento di un motore, sono certo che ci sono persone che lo capiscono meglio, spesso tra i conoscenti più vicini a me. Più la comprensione è approfondita, più le persone diventano rare, ma tutti possono cercare di migliorare.&#xA;&#xA;La tecnologia è semplice senza essere semplicistica. Ciò significa che la sua complessità può essere compresa gradualmente. E che esistono esperti che comprendono una particolare tecnologia nella sua globalità.&#xA;&#xA;Al contrario, oggi è umanamente impossibile comprendere uno smartphone moderno. Solo pochi esperti al mondo padroneggiano ciascuno un aspetto particolare dell&#39;oggetto: dal disegno dell&#39;antenna 5G al software che ritocca automaticamente le foto, passando per la ricarica rapida della batteria. E nessuno di loro padroneggia la progettazione di un compilatore necessario per far funzionare il tutto. Anche un genio che passasse la vita a smontare smartphone sarebbe totalmente incapace di capire cosa succede all&#39;interno di un dispositivo che tutti noi abbiamo sempre in tasca o sotto il naso!&#xA;&#xA;La stragrande maggioranza degli utenti di smartphone non ha il minimo modello mentale di come funzioni. Non mi riferisco a un modello errato o semplicistico: no, non ne hanno proprio. L&#39;oggetto è “magico”. Perché mostra una cosa piuttosto che un&#39;altra? Perché è “magico”. E come per la magia, non bisogna cercare di capirlo.&#xA;&#xA;La low-tech può essere estremamente complessa, ma l&#39;esistenza stessa di questa complessità deve essere comprensibile e giustificata. Una complessità trasparente incoraggia naturalmente le menti curiose a porsi delle domande.&#xA;&#xA;Il tempo per comprendere&#xA;Comprendere una tecnologia richiede tempo. Implica una relazione lunga, un&#39;esperienza che si crea nel corso di una vita, che si condivide, che si trasmette.&#xA;&#xA;Al contrario, l’high-tech impone un rinnovamento, un aggiornamento costante, cambiamenti continui dell&#39;interfaccia e delle funzionalità che rafforzano l&#39;aspetto “magico” e scoraggiano coloro che cercano di costruirsi un modello mentale.&#xA;&#xA;La low-tech deve quindi essere necessariamente sostenibile. Duratura. Deve poter essere insegnata e permettere una costruzione progressiva di questo insegnamento.&#xA;&#xA;Questo a volte implica degli sforzi e delle difficoltà. Non tutto può essere sempre progressivo: a un certo punto bisogna lanciarsi sulla bicicletta per imparare a mantenere l&#39;equilibrio.&#xA;&#xA;Essere in grado di comprendere&#xA;Storicamente, sembra evidente che ogni tecnologia possa essere compresa. Le persone che interagivano con la tecnologia erano costrette a ripararla, adattarla e quindi comprenderla. Una tecnologia era essenzialmente materiale, il che implica che poteva essere smontata.&#xA;&#xA;Con il software è apparso un nuovo concetto: quello di nascondere il funzionamento. E se, storicamente, tutto il software è open source, l&#39;invenzione del software proprietario rende difficile, se non impossibile, comprendere una tecnologia.&#xA;&#xA;• L’histoire du logiciel : entre collaboration et confiscation des libertés (ploum.net) &#xA;&#xA;Il software proprietario è stato inventato solo grazie alla creazione di un concetto recente, peraltro assurdo, chiamato “proprietà intellettuale”.&#xA; &#xA;Questa proprietà intellettuale, che ha permesso la privatizzazione della conoscenza nel software, è stata poi estesa al mondo materiale. Improvvisamente, è diventato possibile impedire a una persona di cercare di comprendere la tecnologia che utilizza quotidianamente. Grazie alla proprietà intellettuale, agli agricoltori è stato improvvisamente vietato aprire il cofano del proprio trattore.&#xA;&#xA;La low-tech deve essere aperta. Deve poter essere riparata, modificata, migliorata e condivisa.&#xA;&#xA;Da utente a consumatore&#xA;Grazie alla crescente complessità, ai continui cambiamenti e all&#39;imposizione di un rigido regime di “proprietà intellettuale”, gli utenti sono stati trasformati in consumatori. &#xA;&#xA;Non è un caso. Non è un&#39;evoluzione della natura inevitabile. Si tratta di una scelta consapevole. Tutte le scuole di commercio insegnano ai futuri imprenditori a costruirsi un mercato chiuso, a privare il più possibile i propri clienti della libertà, a costruire quello che nel gergo viene chiamato un “moat” (il fossato che protegge un castello) al fine di aumentare la “fidelizzazione degli utenti”.&#xA;&#xA;I termini stessi diventano vaghi per rafforzare questa sensazione di magia. Ad esempio, non si parla più di trasferire un file .jpg su un computer remoto, ma di “salvare i propri ricordi nel cloud”.&#xA;&#xA;I professionisti del marketing ci hanno fatto credere che eliminando le parole complicate avrebbero semplificato la tecnologia. Ovviamente è vero il contrario. L&#39;apparente semplicità è un&#39;ulteriore complessità che imprigiona l&#39;utente. Ogni tecnologia richiede un apprendimento. Questo apprendimento deve essere incoraggiato.&#xA;&#xA;Per un approccio e un&#39;etica low-tech&#xA;L&#39;etica low-tech consiste nel rimettersi al servizio dell&#39;utente facilitandogli la comprensione dei suoi strumenti.&#xA;&#xA;L&#39;high-tech non è magia, è prestidigitazione. Piuttosto che nascondere i “trucchi” sotto artifici, la low-tech cerca di mostrare e creare un uso consapevole della tecnologia.&#xA;&#xA;Questo non implica necessariamente una semplificazione eccessiva.&#xA;Prendiamo l&#39;esempio di una lavatrice. Sappiamo tutti che una lavatrice fondamentalmente è un cestello rotante in cui vengono immessi acqua e sapone. È molto semplice e low-tech.&#xA;&#xA;Si potrebbe sostenere che l&#39;aggiunta di sensori e controller elettronici consente di lavare il bucato in modo più efficiente ed ecologico, pesandolo e adattando la velocità di rotazione in base al tipo di biancheria.&#xA;&#xA;In un&#39;ottica low-tech, alla lavatrice viene aggiunta una centralina elettronica per fare esattamente questo. Se la centralina viene rimossa o si guasta, la lavatrice continua a funzionare normalmente. L&#39;utente può scegliere di scollegare la centralina o di sostituirla. Ne comprende l&#39;utilità e la giustificazione. Costruisce un modello mentale in cui la scatola non fa altro che premere i pulsanti di regolazione al momento giusto. E, soprattutto, non deve mandare tutta la macchina in discarica perché il chip wifi non funziona più e non viene più aggiornato, il che ha bloccato il firmware (cosa? La mia lavatrice ha un chip wifi?).&#xA;&#xA;Per una comunità low-tech &#xA;Una tecnologia low-tech incoraggia e offre all&#39;utente l&#39;opportunità di comprenderla e appropriarsene. Cerca di rimanere stabile nel tempo, si standardizza. Non cerca di nascondere la complessità intrinseca, partendo dal principio che la semplicità deriva dalla trasparenza.&#xA;&#xA;Questa comprensione, questa appropriazione può avvenire solo attraverso l&#39;interazione. Una tecnologia low-tech favorirà quindi, per sua natura, la creazione di comunità e gli scambi umani attorno a questa stessa tecnologia.&#xA;&#xA;Per contribuire all&#39;umanità e alle comunità, una tecnologia low-tech deve appartenere a tutti, deve essere parte del patrimonio comune.&#xA;&#xA;Arrivo quindi a questa definizione, complementare ed equivalente alla prima:&#xA;&#xA;Una tecnologia si definisce “low-tech” se presenta la sua complessità in modo semplice, aperto, trasparente e sostenibile, appartenendo ai beni comuni.&#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ploum (Lionel Dricot) è uno scrittore belga di science-fiction, uno sviluppatore di software libero e un amico della bicicletta.</p>

<p>Il suo ultimo romanzo si intitola <em>Bikepunk, les chroniques du flash</em>, un romanzo eco-ciclista:  <a href="https://bikepunk.fr/" rel="nofollow">https://bikepunk.fr/</a>  e al momento è disponibile solo in francese.</p>

<p>Qui sotto trovate la traduzione italiana di un post che Ploum ha pubblicato nel suo blog:
<a href="https://ploum.net/2025-05-16-manifeste-lowtech.html" rel="nofollow">https://ploum.net/2025-05-16-manifeste-lowtech.html</a>
e che io ho trovato molto interessante.</p>

<p><strong>Un grosso grazie al suo autore :)</strong></p>

<p>Il testo è distribuito con licenza <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">Creative Commons BY-SA</a></p>

<h1 id="piccolo-manifesto-low-tech">Piccolo manifesto low-tech</h1>

<p><img src="https://ploum.net/files/gears.jpg" alt=""></p>

<p>Di  <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Ploum" rel="nofollow">Ploum</a>  il 16.5.2025</p>

<h3 id="che-cos-è-la-low-tech">Che cos&#39;è la low-tech?</h3>

<p>Il termine low-tech ci fa intuitivamente percepire un&#39;opposizione all&#39;eccesso tecnologico (l&#39;“high-tech”) evitando però l&#39;estremismo tecnofobico. Un termine che entusiasma, ma che mi sembra importante spiegare e di cui propongo la seguente definizione.</p>

<p><em>Una tecnologia si definisce “low-tech” se le persone che interagiscono con essa ne conoscono e ne comprendono il funzionamento.</em></p>

<p>Saper comprendere. Poter comprendere. Due elementi essenziali (e difficili da distinguere per me che sono belga).</p>

<h3 id="saper-comprendere">Saper comprendere</h3>

<p>Saper comprendere una tecnologia implica avere la possibilità di costruire un modello intellettuale del suo funzionamento interno.</p>

<p>È ovvio che non tutti hanno la capacità di comprendere tutte le tecnologie. Ma è possibile procedere per livelli. La maggior parte degli automobilisti sa che un&#39;auto a benzina brucia il carburante che scoppia in un motore, esplosione che aziona i pistoni che fanno girare le ruote. Il nome è di per sé un indizio: un motore a combustione interna!</p>

<p>Se non capisco bene il funzionamento di un motore, sono certo che ci sono persone che lo capiscono meglio, spesso tra i conoscenti più vicini a me. Più la comprensione è approfondita, più le persone diventano rare, ma tutti possono cercare di migliorare.</p>

<p>La tecnologia è semplice senza essere semplicistica. Ciò significa che la sua complessità può essere compresa gradualmente. E che esistono esperti che comprendono una particolare tecnologia nella sua globalità.</p>

<p>Al contrario, oggi è umanamente impossibile comprendere uno smartphone moderno. Solo pochi esperti al mondo padroneggiano ciascuno un aspetto particolare dell&#39;oggetto: dal disegno dell&#39;antenna 5G al software che ritocca automaticamente le foto, passando per la ricarica rapida della batteria. E nessuno di loro padroneggia la progettazione di un compilatore necessario per far funzionare il tutto. Anche un genio che passasse la vita a smontare smartphone sarebbe totalmente incapace di capire cosa succede all&#39;interno di un dispositivo che tutti noi abbiamo sempre in tasca o sotto il naso!</p>

<p>La stragrande maggioranza degli utenti di smartphone non ha il minimo modello mentale di come funzioni. Non mi riferisco a un modello errato o semplicistico: no, non ne hanno proprio. L&#39;oggetto è “magico”. Perché mostra una cosa piuttosto che un&#39;altra? Perché è “magico”. E come per la magia, non bisogna cercare di capirlo.</p>

<p>La low-tech può essere estremamente complessa, ma l&#39;esistenza stessa di questa complessità deve essere comprensibile e giustificata. Una complessità trasparente incoraggia naturalmente le menti curiose a porsi delle domande.</p>

<h3 id="il-tempo-per-comprendere">Il tempo per comprendere</h3>

<p>Comprendere una tecnologia richiede tempo. Implica una relazione lunga, un&#39;esperienza che si crea nel corso di una vita, che si condivide, che si trasmette.</p>

<p>Al contrario, l’high-tech impone un rinnovamento, un aggiornamento costante, cambiamenti continui dell&#39;interfaccia e delle funzionalità che rafforzano l&#39;aspetto “magico” e scoraggiano coloro che cercano di costruirsi un modello mentale.</p>

<p>La low-tech deve quindi essere necessariamente sostenibile. Duratura. Deve poter essere insegnata e permettere una costruzione progressiva di questo insegnamento.</p>

<p>Questo a volte implica degli sforzi e delle difficoltà. Non tutto può essere sempre progressivo: a un certo punto bisogna lanciarsi sulla bicicletta per imparare a mantenere l&#39;equilibrio.</p>

<h3 id="essere-in-grado-di-comprendere">Essere in grado di comprendere</h3>

<p>Storicamente, sembra evidente che ogni tecnologia possa essere compresa. Le persone che interagivano con la tecnologia erano costrette a ripararla, adattarla e quindi comprenderla. Una tecnologia era essenzialmente materiale, il che implica che poteva essere smontata.</p>

<p>Con il software è apparso un nuovo concetto: quello di nascondere il funzionamento. E se, storicamente, tutto il software è open source, l&#39;invenzione del software proprietario rende difficile, se non impossibile, comprendere una tecnologia.</p>

<p>• <a href="https://ploum.net/lhistoire-du-logiciel-entre-collaboration-et-confiscation-des-libertes/index.html" rel="nofollow">L’histoire du logiciel : entre collaboration et confiscation des libertés (ploum.net)</a></p>

<p>Il software proprietario è stato inventato solo grazie alla creazione di un concetto recente, peraltro assurdo, chiamato “proprietà intellettuale”.</p>

<p>Questa proprietà intellettuale, che ha permesso la privatizzazione della conoscenza nel software, è stata poi estesa al mondo materiale. Improvvisamente, è diventato possibile impedire a una persona di cercare di comprendere la tecnologia che utilizza quotidianamente. Grazie alla proprietà intellettuale, agli agricoltori è stato improvvisamente vietato aprire il cofano del proprio trattore.</p>

<p>La low-tech deve essere aperta. Deve poter essere riparata, modificata, migliorata e condivisa.</p>

<h3 id="da-utente-a-consumatore">Da utente a consumatore</h3>

<p>Grazie alla crescente complessità, ai continui cambiamenti e all&#39;imposizione di un rigido regime di “proprietà intellettuale”, gli utenti sono stati trasformati in consumatori.</p>

<p>Non è un caso. Non è un&#39;evoluzione della natura inevitabile. Si tratta di una scelta consapevole. Tutte le scuole di commercio insegnano ai futuri imprenditori a costruirsi un mercato chiuso, a privare il più possibile i propri clienti della libertà, a costruire quello che nel gergo viene chiamato un “moat” (il fossato che protegge un castello) al fine di aumentare la “fidelizzazione degli utenti”.</p>

<p>I termini stessi diventano vaghi per rafforzare questa sensazione di magia. Ad esempio, non si parla più di trasferire un file .jpg su un computer remoto, ma di “salvare i propri ricordi nel cloud”.</p>

<p>I professionisti del marketing ci hanno fatto credere che eliminando le parole complicate avrebbero semplificato la tecnologia. Ovviamente è vero il contrario. L&#39;apparente semplicità è un&#39;ulteriore complessità che imprigiona l&#39;utente. Ogni tecnologia richiede un apprendimento. Questo apprendimento deve essere incoraggiato.</p>

<h3 id="per-un-approccio-e-un-etica-low-tech">Per un approccio e un&#39;etica low-tech</h3>

<p>L&#39;etica low-tech consiste nel rimettersi al servizio dell&#39;utente facilitandogli la comprensione dei suoi strumenti.</p>

<p>L&#39;high-tech non è magia, è prestidigitazione. Piuttosto che nascondere i “trucchi” sotto artifici, la low-tech cerca di mostrare e creare un uso consapevole della tecnologia.</p>

<p>Questo non implica necessariamente una semplificazione eccessiva.
Prendiamo l&#39;esempio di una lavatrice. Sappiamo tutti che una lavatrice fondamentalmente è un cestello rotante in cui vengono immessi acqua e sapone. È molto semplice e low-tech.</p>

<p>Si potrebbe sostenere che l&#39;aggiunta di sensori e controller elettronici consente di lavare il bucato in modo più efficiente ed ecologico, pesandolo e adattando la velocità di rotazione in base al tipo di biancheria.</p>

<p>In un&#39;ottica low-tech, alla lavatrice viene aggiunta una centralina elettronica per fare esattamente questo. Se la centralina viene rimossa o si guasta, la lavatrice continua a funzionare normalmente. L&#39;utente può scegliere di scollegare la centralina o di sostituirla. Ne comprende l&#39;utilità e la giustificazione. Costruisce un modello mentale in cui la scatola non fa altro che premere i pulsanti di regolazione al momento giusto. E, soprattutto, non deve mandare tutta la macchina in discarica perché il chip wifi non funziona più e non viene più aggiornato, il che ha bloccato il firmware (cosa? La mia lavatrice ha un chip wifi?).</p>

<h3 id="per-una-comunità-low-tech">Per una comunità low-tech</h3>

<p>Una tecnologia low-tech incoraggia e offre all&#39;utente l&#39;opportunità di comprenderla e appropriarsene. Cerca di rimanere stabile nel tempo, si standardizza. Non cerca di nascondere la complessità intrinseca, partendo dal principio che la semplicità deriva dalla trasparenza.</p>

<p>Questa comprensione, questa appropriazione può avvenire solo attraverso l&#39;interazione. Una tecnologia low-tech favorirà quindi, per sua natura, la creazione di comunità e gli scambi umani attorno a questa stessa tecnologia.</p>

<p>Per contribuire all&#39;umanità e alle comunità, una tecnologia low-tech deve appartenere a tutti, deve essere parte del patrimonio comune.</p>

<p>Arrivo quindi a questa definizione, complementare ed equivalente alla prima:</p>

<p><em>Una tecnologia si definisce “low-tech” se presenta la sua complessità in modo semplice, aperto, trasparente e sostenibile, appartenendo ai beni comuni.</em></p>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
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      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/piccolo-manifesto-low-tech</guid>
      <pubDate>Tue, 18 Nov 2025 13:36:10 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>La politica delle maestre</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/la-politica-delle-maestre</link>
      <description>&lt;![CDATA[La politica delle maestre&#xA;&#xA;Frugando in un mio vecchio blog quasi dimenticato ho ritrovato questo testo di Cristina Mecenero tratto dal sito ormai scomparso di Retescuole un movimento di genitori e insegnanti che è stato al centro negli anni 2000 delle lotte per la difesa della scuola pubblica a Milano e dintorni.&#xA;&#xA;Retescuole&#xA;&#xA;Cristina Mecenero è una maestra e una delle autrici del bellissimo film documentario L&#39;amore che non scordo. Storie di comuni maestre (2008).&#xA;Il testo, che ha più di 15 anni mi sembra ancora attualissimo.&#xA;&#xA;&#34;Oggi alla manifestazione ho camminato per un po&#39; a fianco degli studenti, prima della Statale, poi dei licei. Si pensa bene a fianco di queste ragazze e ragazzi che marciano e protestano. Ho fatto delle scoperte: la prima è che io sono una donna d’azione. Una militante. L’ho capito lì vicino a loro: sono 25 anni che milito. Tutti i giorni ascolto, ricompongo conflitti, metto in ordine l’aula, assegno compiti, controllo compiti, preparo avvisi, invento proposte, le sperimento, capisco che qualcosa non va e allora aggiusto il tiro, a volte non lo capisco e faccio dei disastri non gravi, ma gravi per me che mi sento così responsabile. Tutti i giorni mi sento molto responsabile per le bambine e i bambini della mia classe, cerco di capire come stanno, cosa posso fare. Guadagno non molto e sempre quello. Come i veri militanti lavoro oltre l’orario, coinvolgo amiche, amici e parenti nelle mie azioni e convinco chi ho intorno a credere in quello che faccio. E a dare una mano E non voglio premi, non voglio differenze salariali dalle mie colleghe. La responsabilità è la cosa più importante del nostro mestiere e non la puoi misurare.&#xA;Non lo avevo inteso così bene finora. Non è un partito quello in cui milito. Non è un’organizzazione. Ma è politica quella che faccio. E la faccio insieme a tante altre. Maestre, come me. E’ questa la politica, non quella. Questa: tutti i giorni seguire le storie di tante bambine di tanti bambini, stare e essere con loro, cercando e inventando forme e modi per imparare e per insegnare, sentendosi convinte di ciò che si fa e a posto con la coscienza. Per crescere &#34;&#xA;&#xA;L&#39;amore che non scordo&#xA;&#xA;#scuola #maestre #politica #militanti  #Retescuole #ScuolaPrimaria #istruzione&#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<h3 id="la-politica-delle-maestre">La politica delle maestre</h3>

<p>Frugando in un mio vecchio blog quasi dimenticato ho ritrovato questo testo di Cristina Mecenero tratto dal sito ormai scomparso di Retescuole un movimento di genitori e insegnanti che è stato al centro negli anni 2000 delle lotte per la difesa della scuola pubblica a Milano e dintorni.</p>

<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/retescuole.jpg" alt="Retescuole"></p>

<p>Cristina Mecenero è una maestra e una delle autrici del bellissimo film documentario L&#39;amore che non scordo. Storie di comuni maestre (2008).
Il testo, che ha più di 15 anni mi sembra ancora attualissimo.</p>

<p>“Oggi alla manifestazione ho camminato per un po&#39; a fianco degli studenti, prima della Statale, poi dei licei. Si pensa bene a fianco di queste ragazze e ragazzi che marciano e protestano. Ho fatto delle scoperte: la prima è che io sono una donna d’azione. Una militante. L’ho capito lì vicino a loro: sono 25 anni che milito. Tutti i giorni ascolto, ricompongo conflitti, metto in ordine l’aula, assegno compiti, controllo compiti, preparo avvisi, invento proposte, le sperimento, capisco che qualcosa non va e allora aggiusto il tiro, a volte non lo capisco e faccio dei disastri non gravi, ma gravi per me che mi sento così responsabile. Tutti i giorni mi sento molto responsabile per le bambine e i bambini della mia classe, cerco di capire come stanno, cosa posso fare. Guadagno non molto e sempre quello. Come i veri militanti lavoro oltre l’orario, coinvolgo amiche, amici e parenti nelle mie azioni e convinco chi ho intorno a credere in quello che faccio. E a dare una mano E non voglio premi, non voglio differenze salariali dalle mie colleghe. La responsabilità è la cosa più importante del nostro mestiere e non la puoi misurare.
Non lo avevo inteso così bene finora. Non è un partito quello in cui milito. Non è un’organizzazione. Ma è politica quella che faccio. E la faccio insieme a tante altre. Maestre, come me. E’ questa la politica, non quella. Questa: tutti i giorni seguire le storie di tante bambine di tanti bambini, stare e essere con loro, cercando e inventando forme e modi per imparare e per insegnare, sentendosi convinte di ciò che si fa e a posto con la coscienza. Per crescere “</p>

<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/amorechenonscordo.jpg" alt="L&#39;amore che non scordo"></p>

<p><a href="/nilocram/tag:scuola" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scuola</span></a> <a href="/nilocram/tag:maestre" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">maestre</span></a> <a href="/nilocram/tag:politica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">politica</span></a> <a href="/nilocram/tag:militanti" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">militanti</span></a>  <a href="/nilocram/tag:Retescuole" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Retescuole</span></a> <a href="/nilocram/tag:ScuolaPrimaria" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">ScuolaPrimaria</span></a> <a href="/nilocram/tag:istruzione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">istruzione</span></a></p>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/la-politica-delle-maestre</guid>
      <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 11:28:30 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Le sette regole dell&#39;arte di ascoltare</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/le-sette-regole-dellarte-di-ascoltare</link>
      <description>&lt;![CDATA[Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.&#xA;Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.&#xA;Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.   &#xA;Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.&#xA;Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.&#xA;Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.&#xA;Per divenire esperto nell&#39;arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad   ascoltare, l&#39;umorismo viene da sé.&#xA;&#xA;Marianella Sclavi, Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Bruno Mondadori, Milano 2003, p.63&#xA;La copertina del libro&#xA;&#xA;Una recensione del libro&#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<ol><li>Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.</li>
<li>Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.</li>
<li>Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.<br></li>
<li>Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.</li>
<li>Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.</li>
<li>Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.</li>
<li>Per divenire esperto nell&#39;arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad   ascoltare, l&#39;umorismo viene da sé.</li></ol>

<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marianella_Sclavi" rel="nofollow">Marianella Sclavi</a>, <em>Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte</em>, Bruno Mondadori, Milano 2003, p.63
<img src="https://antichecuriosita.co.uk/wp-content/uploads/2020/01/libro.jpeg" alt="La copertina del libro"></p>

<p>Una <a href="https://www.itals.it/recensione/m-sclavi-arte-di-ascoltare-e-mondi-possibili" rel="nofollow">recensione del libro</a></p>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/le-sette-regole-dellarte-di-ascoltare</guid>
      <pubDate>Tue, 14 Oct 2025 17:11:38 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Addio Windows, benvenuto software libero!</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/addio-windows-benvenuto-software-libero</link>
      <description>&lt;![CDATA[Testi originali:&#xA;https://adieuwindows.april.org/index.html&#xA;https://adieuwindows.april.org/article4~Argumentaire &#xA;Distribuito con licenza Creative Commons by-sa&#xA;Per scaricare l&#39;articolo in formato .pdf: https://framadrive.org/s/o53F54MGTWWNbYX&#xA;&#xA;Addio Windows!&#xA;&#xA;Martedì 14 ottobre 2025 Microsoft avrebbe dovuto interrompere il supporto gratuito per Windows 10. Sotto la pressione della petizione dell&#39;associazione HOP (Halte à l&#39;obsolescence programmée, Fermare l&#39;obsolescenza programmata), la scadenza è stata prorogata di un anno, imponendo nuovi vincoli. Non restiamo sotto il giogo di questa multinazionale americana e abbandoniamo questo sistema operativo proprietario! Senza aspettare, liberiamo i nostri computer!&#xA;&#xA;Microsoft. &#34;Ma certo che sei libero! Perché dovresti pensare il contrario?! &#xA;Microsoft: Ma certo che sei libero! Perché dovresti pensare il contrario?!&#xA;&#xA;April, l&#39;associazione per la promozione e la difesa del software libero, lancia l&#39;operazione “Adieu Windows, bonjour le Libre !”. Se anche voi volete liberarvi o liberare i vostri cari, se non volete o non avete i mezzi per passare a Windows 11, allora i sistemi liberi fanno al caso vostro. Potete installarne uno autonomamente, a casa vostra, ma se pensate di aver bisogno di aiuto, i volontari di numerose associazioni si sono organizzati per accogliervi e rispondere alle vostre domande.&#xA;&#xA;Questa operazione si svolge nell&#39;arco di un anno, quindi è in continua evoluzione con l&#39;aggiunta costante di nuovi eventi. Questi eventi di Addio a Windows saranno annunciati sulla pagina Évènements di questo sito e su l&#39;Agenda du Libre, il nostro sito di segnalazioni degli eventi locali e delle organizzazioni locali legate al software libero&#xA;&#xA;Le organizzazioni che desiderano proporre eventi nell&#39;ambito di questa operazione sono invitate a consultare la pagina Organiser un évènement.&#xA;&#xA;L&#39;operazione Adieu Windows, bonjour le Libre ! è possibile solo grazie alla mobilitazione delle persone e delle organizzazioni che hanno proposto questi eventi. April desidera ringraziarle calorosamente.&#xA;&#xA;Se non trovate nulla di interessante tra gli eventi proposti, esistono altre iniziative oltre alla nostra per liberare il vostro computer, come le Journées Nationales de la Réparation dal 16 al 19 ottobre 2025, Aide GNU/Linux che propone una mappa collaborativa di madrine e padrini in grado di aiutare nell&#39;installazione,  Fin de Windows 10, Non à la taxe Windows e il percorso NIRD  «per un digitale libero ed ecologico nelle scuole!». &#xA;(Qui la prima pagina del percorso NIRD in traduzione italiana)&#xA;&#xA;E se volete sapere perché è il momento giusto per abbandonare Windows, leggete le nostre argomentazioni.  &#xA;&#xA;(Qui sotto nella traduzione italiana)&#xA;&#xA;Le argomentazioni&#xA;&#xA;Perché è il momento giusto per abbandonare Windows? &#xA;&#xA;Windows 10 è un software proprietario che, in quanto tale e prima di ogni altra considerazione, risponde agli interessi di Microsoft, che ha quindi tutta la libertà di imporre unilateralmente la cessazione del supporto del proprio sistema operativo. Conseguenza: senza aggiornamenti regolari, senza correzioni di sicurezza, senza assistenza tecnica, Windows 10 diventa vulnerabile e quindi pericoloso da usare. È esattamente ciò che si definisce obsolescenza del software! Un computer che funziona ancora, ma che dovrebbe essere rottamato perché il sistema operativo diventa obsoleto e la nuova versione disponibile non è più compatibile.&#xA;&#xA;E tutto questo per spingere al consumo: nuovi PC, nuovi abbonamenti, nuove licenze di cui a volte è impossibile conoscere il prezzo, è ciò che si chiama vendita forzata. È tutto tranne che ecologico. Se tutte le persone, tutte le associazioni, tutte le aziende, tutte le amministrazioni e tutti gli enti locali  cambiano il loro materiale per acquistarne di nuovo, si tratta addirittura di un&#xA;ecocidio. È stato stimato che fino a 400 milioni di computer in tutto il mondo sono incompatibili con questa nuova versione di Windows, alcuni dei quali acquistati meno di tre anni fa!&#xA;&#xA;La fine del supporto gratuito di Windows 10 costringerà quindi a migrare a Windows 11, che inevitabilmente imporrà le stesse limitazioni tecniche : potenza, memoria, incompatibilità con i software più vecchi e DRM (manette digitali) integrate.&#xA;&#xA;Questa estensione gratuita del supporto è possibile solo se gli utenti registrano il proprio account sul sito Microsoft. In questo modo, collegheranno il proprio computer al proprio indirizzo e-mail e concederanno l&#39;accesso totale al proprio hardware, consentendo così alla multinazionale americana di raccogliere dei dati, sempre più numerosi (con impostazioni di privacy complesse da disattivare) e lasciandole il potere di controllo tecnico a distanza, senza passare attraverso la fase dell&#39;accordo esplicito. Questa estensione del supporto gratuito è in realtà una trappola per influenzare le persone e indurle a installare Windows 11.&#xA;&#xA;Esistono tuttavia numerose alternative libere GNU/Linux che possono sostituire Windows, solo per citarne alcune: &#xA;Debian, Ubuntu, Mageia, Fedora, Primtux (quest&#39;ultima appositamente progettata per i bambini). Lo stesso vale per i software. Consultate il&#xA;sito Framalibre dell&#39;associazione&#xA;Framasoft per scoprirli.&#xA;&#xA;L&#39;uso dei prodotti Microsoft non è una fatalità. &#xA;&#xA;Per migrare verso un sistema libero, bisogna volerlo, è una scelta personale, politica, economica, persino ecologica... Per non gettare i vostri dispositivi digitali, per preservare i vostri dati e quelli degli altri, per ritrovare la vostra autonomia, liberatevi e liberate i vostri computer.  Addio Windows!&#xA;&#xA;Trasmissione Libre à vous ! «Migrare da Windows a un sistema libero sul posto di lavoro» &#xA;&#xA;La trasmissione radiofonica Libre à vous ! Dell’associazione April di martedì 9 settembre 2025 era dedicata al tema della migrazione verso un sistema libero sul posto di lavoro. È possibile ascoltare il  podcast o leggere la trascrizione.&#xA;&#xA;E se lo Stato, le amministrazioni e gli enti locali ne approfittassero per fare lo stesso... Ma questa è un&#39;altra delle battaglie che April sta combattendo: Priorità al software libero!&#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Testi originali:
<a href="https://adieuwindows.april.org/index.html" rel="nofollow">https://adieuwindows.april.org/index.html</a>
<a href="https://adieuwindows.april.org/article4~Argumentaire" rel="nofollow">https://adieuwindows.april.org/article4~Argumentaire</a>
Distribuito con licenza <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">Creative Commons by-sa</a>
Per scaricare l&#39;articolo in formato .pdf: <a href="https://framadrive.org/s/o53F54MGTWWNbYX" rel="nofollow">https://framadrive.org/s/o53F54MGTWWNbYX</a></p>

<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/Adieu_windows.png" alt="Addio Windows!" title="Adieu Windows !"></p>

<p>Martedì 14 ottobre 2025 Microsoft avrebbe dovuto interrompere il supporto gratuito per Windows 10. Sotto la pressione della petizione dell&#39;associazione HOP (Halte à l&#39;obsolescence programmée, Fermare l&#39;obsolescenza programmata), la scadenza è stata prorogata di un anno, imponendo nuovi vincoli. Non restiamo sotto il giogo di questa multinazionale americana e abbandoniamo questo sistema operativo proprietario! Senza aspettare, <strong>liberiamo i nostri computer!</strong></p>

<p><img src="https://adieuwindows.april.org/local/cache-vignettes/L672xH168/banniere_adieu_windows-dc4c1.png?1759387359" alt="Microsoft. &#34;Ma certo che sei libero! Perché dovresti pensare il contrario?!" title="Addio Windows Buongiorno Software Libero!">
<em>Microsoft: Ma certo che sei libero! Perché dovresti pensare il contrario?!</em></p>

<p>April, l&#39;associazione per la promozione e la difesa del software libero, lancia l&#39;operazione “Adieu Windows, bonjour le Libre !”. Se anche voi volete liberarvi o liberare i vostri cari, se non volete o non avete i mezzi per passare a Windows 11, allora i sistemi liberi fanno al caso vostro. Potete installarne uno autonomamente, a casa vostra, ma se pensate di aver bisogno di aiuto, i volontari di numerose associazioni si sono organizzati per accogliervi e rispondere alle vostre domande.</p>

<p>Questa operazione si svolge nell&#39;arco di un anno, quindi è in continua evoluzione con l&#39;aggiunta costante di nuovi eventi. Questi eventi di Addio a Windows saranno annunciati sulla <a href="https://adieuwindows.april.org/article1~Les_%C3%A9v%C3%A8nements" rel="nofollow">pagina Évènements</a> di questo sito e su <a href="https://www.agendadulibre.org/tags/adieu-windows" rel="nofollow">l&#39;Agenda du Libre</a>, il nostro sito di segnalazioni degli eventi locali e delle organizzazioni locali legate al software libero</p>

<p>Le organizzazioni che desiderano proporre eventi nell&#39;ambito di questa operazione sono invitate a consultare la pagina <a href="https://adieuwindows.april.org/article2~Organiser_un_%C3%A9v%C3%A8nement" rel="nofollow">Organiser un évènement</a>.</p>

<p>L&#39;operazione Adieu Windows, bonjour le Libre ! è possibile solo grazie alla mobilitazione delle persone e delle organizzazioni che hanno proposto questi eventi. April desidera ringraziarle calorosamente.</p>

<p>Se non trovate nulla di interessante tra gli eventi proposti, esistono altre iniziative oltre alla nostra per liberare il vostro computer, come le <a href="https://journeesreparation.fr/#program" rel="nofollow">Journées Nationales de la Réparation</a> dal 16 al 19 ottobre 2025, <a href="https://aidelinux.gogocarto.fr/about" rel="nofollow">Aide GNU/Linux</a> che propone una mappa collaborativa di madrine e padrini in grado di aiutare nell&#39;installazione,  <a href="https://endof10.org/fr/" rel="nofollow">Fin de Windows 10</a>, <a href="https://non-a-la-taxe-windows.gogocarto.fr/map#/carte/@46.37,2.56,6z?cat=all" rel="nofollow">Non à la taxe Windows</a> e il percorso <a href="https://nird.forge.apps.education.fr/" rel="nofollow">NIRD</a>  «per un digitale libero ed ecologico nelle scuole!».
(<em><a href="https://blogz.zaclys.com/mvgcnaz7vs" rel="nofollow">Qui la prima pagina del percorso NIRD in traduzione italiana</a></em>)</p>

<p><a href="https://adieuwindows.april.org/article4~Argumentaire" rel="nofollow"><strong>E se volete sapere perché è il momento giusto per abbandonare Windows, leggete le nostre argomentazioni</strong></a><strong>.</strong></p>

<p><em>(Qui sotto nella traduzione italiana)</em></p>

<h1 id="le-argomentazioni">Le argomentazioni</h1>

<h3 id="perché-è-il-momento-giusto-per-abbandonare-windows">Perché è il momento giusto per abbandonare Windows?</h3>

<p>Windows 10 è un software proprietario che, in quanto tale e prima di ogni altra considerazione, risponde agli interessi di Microsoft, che ha quindi tutta la libertà di imporre unilateralmente la cessazione del supporto del proprio sistema operativo. Conseguenza: senza aggiornamenti regolari, senza correzioni di sicurezza, senza assistenza tecnica, Windows 10 diventa vulnerabile e quindi pericoloso da usare. È esattamente ciò che si definisce <strong>obsolescenza del software</strong>! Un computer che funziona ancora, ma che dovrebbe essere rottamato perché il sistema operativo diventa obsoleto e la nuova versione disponibile non è più compatibile.</p>

<p>E tutto questo per spingere al consumo: nuovi PC, nuovi abbonamenti, nuove licenze di cui a volte è impossibile conoscere il prezzo, è ciò che si chiama <strong>vendita forzata</strong>. È tutto tranne che ecologico. Se tutte le persone, tutte le associazioni, tutte le aziende, tutte le amministrazioni e tutti gli enti locali  cambiano il loro materiale per acquistarne di nuovo, si tratta addirittura di un
<strong>ecocidio</strong>. È stato stimato che fino a 400 milioni di computer in tutto il mondo sono incompatibili con questa nuova versione di Windows, alcuni dei quali acquistati meno di tre anni fa!</p>

<p>La fine del supporto gratuito di Windows 10 costringerà quindi a migrare a Windows 11, che inevitabilmente imporrà le stesse <strong>limitazioni tecniche</strong> : potenza, memoria, incompatibilità con i software più vecchi e <strong>DRM</strong> (manette digitali) integrate.</p>

<p>Questa estensione gratuita del supporto è possibile solo se gli utenti registrano il proprio account sul sito Microsoft. In questo modo, collegheranno il proprio computer al proprio indirizzo e-mail e concederanno l&#39;accesso totale al proprio hardware, consentendo così alla multinazionale americana di <strong>raccogliere dei dati</strong>, sempre più numerosi (con impostazioni di privacy complesse da disattivare) e lasciandole il potere di <strong>controllo tecnico</strong> a distanza, senza passare attraverso la fase dell&#39;accordo esplicito. Questa estensione del supporto gratuito è in realtà una <strong>trappola</strong> per influenzare le persone e indurle a installare Windows 11.</p>

<p>Esistono tuttavia numerose <strong>alternative libere</strong> GNU/Linux che possono sostituire Windows, solo per citarne alcune:
Debian, Ubuntu, Mageia, Fedora, Primtux (quest&#39;ultima appositamente progettata per i bambini). Lo stesso vale per i software. Consultate il
sito <a href="https://framalibre.org/" rel="nofollow">Framalibre</a> dell&#39;associazione
<a href="https://framasoft.org/" rel="nofollow">Framasoft</a> per scoprirli.</p>

<h3 id="l-uso-dei-prodotti-microsoft-non-è-una-fatalità">L&#39;uso dei prodotti Microsoft non è una fatalità.</h3>

<p>Per migrare verso un sistema libero, bisogna volerlo, è una scelta personale, politica, economica, persino ecologica... Per non gettare i vostri dispositivi digitali, per preservare i vostri dati e quelli degli altri, per ritrovare la vostra autonomia, liberatevi e liberate i vostri computer.  <strong>Addio Windows!</strong></p>

<h3 id="trasmissione-libre-à-vous-migrare-da-windows-a-un-sistema-libero-sul-posto-di-lavoro">Trasmissione Libre à vous ! «Migrare da Windows a un sistema libero sul posto di lavoro»</h3>

<p>La trasmissione radiofonica Libre à vous ! Dell’associazione April di martedì 9 settembre 2025 era dedicata al tema della migrazione verso un sistema libero sul posto di lavoro. È possibile ascoltare il  <a href="https://www.libreavous.org/253" rel="nofollow">podcast</a> o leggere la <a href="https://www.librealire.org/emission-libre-a-vous-diffusee-mardi-9-septembre-2025-sur-radio-cause-commune#Migrer-de-Windows-vers-un-systeme-libre-sur-le-poste-de-travail-avec-nbsp" rel="nofollow">trascrizione</a>.</p>

<h3 id="e-se-lo-stato-le-amministrazioni-e-gli-enti-locali-ne-approfittassero-per-fare-lo-stesso-ma-questa-è-un-altra-delle-battaglie-che-april-sta-combattendo-priorità-al-software-libero">E se lo Stato, le amministrazioni e gli enti locali ne approfittassero per fare lo stesso... Ma questa è un&#39;altra delle battaglie che April sta combattendo: Priorità al software libero!</h3>
<ul><li></li></ul>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/addio-windows-benvenuto-software-libero</guid>
      <pubDate>Fri, 10 Oct 2025 10:36:43 +0200</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Fine di Windows 10: facciamo il punto della situazione</title>
      <link>https://blogz.zaclys.com/nilocram/fine-di-windows-10-facciamo-il-punto-della-situazione</link>
      <description>&lt;![CDATA[Testo originale: https://framablog.org/2025/10/01/fin-de-windows-10-faisons-le-point/ &#xA;Distribuito con licenza Creative Commons by-sa/4.0&#xA;&#xA;Per scaricare l&#39;articolo in formato .pdf:  https://framadrive.org/s/FcNj4jDjfcYe4jn &#xA;&#xA;Framablog Intestazione articolo originale&#xA;&#xA;Forse avete sentito parlare della fine del supporto di Windows 10 senza prestare particolare attenzione, oppure vi state chiedendo se questo vi riguarda. &#xA;Facciamo il punto della situazione.&#xA;&#xA;​ Di cosa si tratta?&#xA;Microsoft ha annunciato la fine del supporto per Windows 10 per il 14 ottobre 2025. Il sistema non riceverà più aggiornamenti.&#xA;&#xA;Microsoft sta quindi spingendo i suoi utenti a passare alla versione superiore, Windows 11.&#xA;Recentemente è stata annunciata un &#34;rinvio&#34; (chiamiamolo con il suo nome) di un anno, ottenuta dopo pressioni popolari e valida solo per i cittadini dell&#39;Unione Europea (vedi https://www.lemonde.fr/pixels/article/2025/09/26/fin-du-support-de-windows-10-microsoft-ouvre-la-possibilite-d-obtenir-une-prolongation-des-mises-a-jour66430734408996.html)&#xA;&#xA;Microsoft ha fatto un comunicato sull’argomento senza entusiasmo, come nota l&#39;associazione Halte à l&#39;Obsolescence Programmée.&#xA;&#xA;Secondo le ultime notizie, questo anno supplementare sarà gratuito, mentre inizialmente era previsto un costo di 30 dollari (circa 28 euro). Tuttavia, sarà gratuito solo se creerai il tuo account sui server di Microsoft, consentendo loro l&#39;accesso completo ai tuoi dati e alle tue apparecchiature.&#xA;Ma in ogni caso, se hai un computer un po&#39; vecchio (risalente a prima del 2017), non potrà passare a Windows 11 e diventerà quindi rapidamente obsoleto dal punto di vista del software. Vedi: https://fr.wikipedia.org/wiki/Windows11#Mise%C3%A0niveauetconfigurationminimalerequise&#xA;&#xA;Per completezza, esistono soluzioni alternative che consentono di installare Windows 11 su un PC privo del famoso chip di sicurezza TPM 2.0 (installato sui PC a partire dal 2016). Tuttavia, queste soluzioni compromettono la sicurezza e persino la stabilità del sistema. È pericoloso.&#xA;​ Ma allora cosa devo fare con il mio computer?&#xA;Non scoraggiarti! Continua a leggere! Non è una fatalità!&#xA;&#xA;​ Il mio computer smetterà di funzionare?&#xA;Il tuo computer continuerà a funzionare. I suoi componenti hardware sono ancora in buone condizioni e progettati per durare molto più a lungo. Ma in assenza di aggiornamenti, in particolare quelli di sicurezza, il sistema Windows 10 diventerà vulnerabile. Virus e persone disoneste potranno introdursi nel computer. I rischi sono reali, anche nel mondo fisico: monitoraggio della tua attività a fini di furto d&#39;identità, ricatto con blocco del computer (ransomware), utilizzo della tua casella di posta elettronica per inviare e-mail trappola (phishing). Non è fantascienza per spaventare, è la quotidianità degli specialisti della sicurezza informatica.&#xA;&#xA;E se ti stai chiedendo &#34;perché dovrebbero attaccare me, che sono una persona anonima nella folla?&#34;, sappi che gli hacker setacciano ogni possibile bersaglio, migliaia di volte all&#39;ora.&#xA;Se il tuo computer è esposto, è solo questione di tempo prima che arrivino i guai.&#xA;​ Devo cambiare PC?&#xA;Se il tuo PC è precedente al 2017 e desideri continuare a utilizzare Windows, allora sì, devi cambiare computer. Ciò significa rottamare un dispositivo che funziona perfettamente e che potrebbe durare ancora per anni.&#xA;&#xA;Dal punto di vista ambientale, è un vero e proprio disastro. Si stima che 240 milioni di computer finiranno nella spazzatura (ti abbiamo dato la stima più bassa, le cifre variano a seconda delle fonti, ma sono comunque enormi, un&#39;altra stima parla di 400 milioni). Tuttavia, è stato dimostrato da tempo che è la produzione di un dispositivo elettronico a inquinare maggiormente nel suo ciclo di vita. È quindi un comportamento virtuoso conservare un dispositivo il più a lungo possibile se si vuole ridurre al minimo il suo impatto sul mondo.&#xA;&#xA;Anche dal punto di vista economico  è  una pessima notizia. Il prezzo dei computer nuovi, che sono certamente sempre più potenti, non varia molto nel tempo. Si tratta quindi di un investimento importante. E soprattutto fatti la domanda: il tuo utilizzo giustifica l&#39;acquisto di un computer ultra potente per la tua scrivania?&#xA;&#xA;Sappi che il problema è lo stesso per le amministrazioni, le associazioni, le aziende. Questa storia costerà una fortuna all&#39;intera comunità e quindi, di riflesso, a ciascuno di noi: il tuo comune, la tua scuola, il tuo datore di lavoro, i ministeri, ecc. Tutto questo per una decisione presa negli Stati Uniti da una sola azienda.&#xA;​ Ma perché Microsoft lo fa?&#xA;Microsoft è un&#39;azienda capitalista che esiste per fare soldi. Mi dirai: anche il mio idraulico. Ma il mio idraulico non mi obbliga a comprare una nuova casa perché il mio rubinetto è troppo vecchio.&#xA;&#xA;Microsoft integra la sua tecnologia di intelligenza artificiale (Copilot) in Windows 11. Ci sono persino computer commercializzati con il nome &#34;Copilot+&#34;. Tuttavia, lo sviluppo di questa intelligenza artificiale è costato una fortuna e continuerà a costare. Ad esempio, Microsoft si è impegnata a investire 25 miliardi di euro nel Regno Unito durante la visita di Trump.&#xA;&#xA;Ma l&#39;adozione è più lenta del previsto. Le persone non sanno bene cosa fare con Copilot. A parte battute e resoconti di riunioni (abbiamo una soluzione per te: prova Lokas).&#xA;&#xA;Il 27 settembre 2025 la Deutsche Bank ha pubblicato un&#39;analisi secondo cui l&#39;intera economia degli Stati Uniti dipende dagli investimenti nell&#39;intelligenza artificiale.&#xA;&#xA;Per Microsoft, si tratta di rendere tutto questo redditizio aumentando il prezzo delle licenze (all&#39;acquisto, Windows 11 costerà più di Windows 10, si parla di 145 € per una licenza &#34;famiglia&#34; contro i 50 €, tre volte di più). Anche a costo di forzare un po&#39; la mano alla clientela, ma certo.&#xA;Da notare: è stato dimostrato che Windows 11 ti spia fin dalla sua installazione.&#xA;​ Esiste un&#39;alternativa al cambio di computer?&#xA;È il momento giusto per provare qualcosa di diverso.&#xA;Il pinguino, mascotte di Linux, al centro dell&#39;attenzione. Licenza CC By David Revoy&#xA;&#xA;Puoi conservare il tuo attuale computer e passare a un altro sistema che ha dato buona prova di sé: GNU Linux.&#xA;&#xA;Un buon modo, tra parentesi (militanti), per spiegare a Microsoft che non vogliamo il suo mondo.&#xA;&#xA;È una scelta sempre più diffusa: la quota di sistemi Linux nelle case è in costante aumento, anche se ancora modesta rispetto al dominio di Microsoft su questo mercato. Pensa che, sebbene sia illegale, non hai ancora una vera scelta del sistema quando acquisti un nuovo computer, perché Microsoft ha firmato accordi con i produttori. Apri la scatola e Windows è già lì. Si tratta di vendita abbinata, che è vietata, ma ti spiegheranno che un computer senza sistema operativo, che dovrai installare tu stesso, non si venderebbe.&#xA;&#xA;Tuttavia, sempre più fornitori di PC offrono computer senza sistema preinstallato o lasciano a te la scelta.&#xA;&#xA;Per quanto riguarda la questione che ci interessa oggi: installare Linux su un computer che già possiedi è diventato molto semplice. Paradossalmente, è quasi più semplice che per Windows, che ti obbliga a essere connesso a Internet, a creare un account Microsoft, ecc.&#xA;Un vicolo cieco, Windows? Non preoccuparti, abbiamo altre soluzioni da proporti! – Licenza CC By David Revoy&#xA;&#xA;Tuttavia, può sembrare una sfida insormontabile quando si è un semplice utente. Chiedi aiuto.&#xA;Pensa a quanto è fastidioso cambiare una lampadina della tua auto: bisogna avere dita di ferro, lavorare a tentoni, con il rischio di tagliarsi, quindi preferisci chiedere a qualcuno che l&#39;ha già fatto e tutto diventa subito più semplice. Se vuoi davvero imparare come si fa, puoi sempre cercare la documentazione in un momento più adatto. Ma l&#39;idea, qui e ora, è quella di avere la luce sull&#39;auto.&#xA;​ Vuoi passare a Linux? Fatti aiutare&#xA;​ Innanzitutto, cos&#39;è Linux?&#xA;È un termine semplificato. Linux è il nome del motore che si trova al centro del sistema. I puristi ti correggeranno dicendo &#34;GNU/Linux&#34;, ma la prima parte, che è altrettanto importante, è uscita dal linguaggio comune.&#xA;Per semplificare al massimo, si tratta di un sistema informatico nato nel mondo accademico che permette di far funzionare computer grandi e piccoli (il tuo smartphone Android, il tuo router Internet e il GPS della tua auto funzionano con una versione di Linux) e che consente di utilizzare tutta una serie di software, per lo più comunitari e gratuiti. Questa definizione è davvero molto semplicistica, ma la preciserai col tempo.&#xA;​ Quale distribuzione scegliere?&#xA;La domanda non è essenziale, ma è necessario porsela. Infatti, i sistemi che funzionano con un kernel Linux fanno parte, a differenza di quelli più monolitici di Apple e Microsoft, di una famiglia molto ampia.&#xA;Una «distribuzione» è un insieme costituito da un sistema, un ambiente desktop e software assemblati in modo da funzionare armoniosamente. Alcune distribuzioni sono destinate a usi molto specifici; altre sono state pensate per essere di facile accesso.&#xA;Un sistema GNU/Linux è installato con dei software per poter lavorare immediatamente. Licenza CC By David Revoy&#xA;&#xA;I geek passano il loro tempo a testare le distribuzioni e a confrontare i loro pregi e difetti. Ognuno ha la propria opinione e ognuno è pronto a difenderla. Forse un giorno anche tu ti appassionerai.&#xA;In definitiva, le cose sono abbastanza semplici se sei alle prime armi: scegli distribuzioni orientate al &#34;grande pubblico&#34;, in modo da trovare facilmente documentazione e assistenza. Non lasciarti incastrare in soluzioni esotiche che ti daranno del filo da torcere.&#xA;Citiamo ad esempio Emmabuntüs, Ubuntu o Fedora, che sono progettate per facilitarne l&#39;adozione e sono dotate di un&#39;abbondante documentazione in francese.&#xA;​ Ho paura di non capire nulla di Linux&#xA;Sai davvero come funziona il tuo attuale Windows? O il tuo smartphone? O anche il tuo router Internet?&#xA;&#xA;All&#39;inizio non avrai bisogno di sapere tutto su Linux per utilizzarlo. Bastano poche spiegazioni. Imparerai man mano e non saprai mai tutto, ma non importa. Personalmente considero ancora la frizione una cosa magica, non ci capisco niente. Ma parto comunque al semaforo verde.&#xA;&#xA;La maggior parte dei geek, stanchi di passare le vacanze di fine anno o le serate a riparare i dispositivi Windows della famiglia, hanno fatto migrare tutti a Linux. E indovina un po&#39;? Riceviamo molte meno richieste di assistenza rispetto a prima!&#xA;​ Funziona bene come Windows?&#xA;Se fai questa domanda a una persona che usa Linux, la risposta sarà probabilmente &#34;funziona meglio&#34;, con un sorriso leggermente condiscendente.&#xA;&#xA;I sistemi Linux hanno enormi vantaggi: sono progettati sia  per essere connessi che per essere ben difesi, perché le loro origini sono proprio lì. La maggior parte dei computer che fanno funzionare Internet utilizzano Linux, quindi è stato necessario garantire la sicurezza e l&#39;interoperabilità. Le distribuzioni destinate ai nostri dispositivi personali sono varianti di sistemi progettati per preservarne l&#39;integrità di fronte ad attacchi, aumento del carico di lavoro, guasti e interruzioni di rete.&#xA;In sostanza, far funzionare Linux sul tuo PC è come chiedere alla direttrice di un ipermercato di gestire il minimarket all&#39;angolo. Farà perfettamente il suo lavoro, anzi, si annoierà un po&#39;.&#xA;&#xA;Attenzione però (eh sì, c&#39;è un ma) se esci dai sentieri battuti dell&#39;informatica domestica e utilizzi applicazioni professionali o specializzate. Verifica che esista un equivalente in Linux, cosa molto probabile, ma aspettati di dover imparare nuove abitudini. Si tratterà di un equivalente, di un&#39;alternativa, non della stessa applicazione. Quindi, se un&#39;attività per te essenziale che svolgi col tuo  computer è al di fuori della consultazione di Internet, delle tue e-mail, dei social network, in breve degli usi più classici, tieni presente che ciò richiederà uno sforzo più o meno grande, come per qualsiasi cambiamento.&#xA;&#xA;Passare da Windows a Linux è un po&#39; come traslocare: non si prendono più le stesse strade per tornare a casa, le chiavi non funzionano allo stesso modo, il panificio è diverso, bisogna memorizzare il nuovo codice dell&#39;edificio, ma alla fine si dorme sempre nel proprio letto e si è in grado di prepararsi un piatto di pasta nella nuova cucina.&#xA;&#xA;Anche una passione abbastanza diffusa come la fotografia richiederà un po&#39; di lavoro: le applicazioni di elaborazione delle foto (DarkTable, Gimp, RawTherapee) sono potenti ed efficaci su Linux, ma richiedono un po&#39; di tempo per essere padroneggiate. Perché non provarle oggi stesso? Esistono anche su Windows! Quante ore hai passato su LightRoom e Photoshop prima di imparare a usarli?&#xA;​ Quanto costa?&#xA;Abbiamo una buona notizia per te: la maggior parte delle distribuzioni Linux sono completamente gratuite. Ciò non significa che non devi dare nulla in cambio. Puoi  contribuire allo sforzo collettivo versando il tuo contributo a un&#39;associazione, al team che si occupa della manutenzione del tuo software preferito, o dando una mano a tua volta alle persone che ti circondano.&#xA;​ Ho un PC DAVVERO vecchio; esiste una versione di Linux adatta a me?&#xA;Esistono distribuzioni Linux &#34;leggere&#34; che possono funzionare su hardware vecchio. Per spiegarmi meglio, sempre semplificando un po&#39;, la base rimane la stessa (in particolare il &#34;kernel&#34;, sviluppato 34 anni fa da Linus Torvalds, il che spiega perché si chiama così), ma vengono utilizzate applicazioni meno esigenti e un ambiente desktop più economico. Si sacrifica l&#39;eleganza per dare respiro al PC. Le icone sono meno belle e non ci sono effetti grafici mozzafiato, ma funziona. Questo articolo è stato scritto su un dispositivo che ha più di 15 anni ed è il mio computer principale.&#xA;&#xA;Un altro vantaggio: la struttura compartimentata del sistema lo rende più robusto; ad esempio, si può fare completamente a meno di un antivirus (che, per essere onesti, richiedono meno risorse rispetto al passato).&#xA;&#xA;È anche possibile  migliorare le prestazioni di un vecchio computer aggiungendo memoria supplementare e un disco rigido moderno (SSD), il che costa molto meno che comprarne uno nuovo (circa 200 euro). Ma la versione 11 di Windows richiede un componente hardware che non potrete aggiungere al vostro vecchio PC.&#xA;&#xA;È fatto apposta. È per venderne di nuovi.&#xA;​ Come posso farmi aiutare?&#xA;&#xA;Insieme possiamo spostare le montagne – Licenza CC By David Revoy&#xA;&#xA;Cimentarsi da soli in questa impresa è complicato, anche se fattibile. Su Internet si trovano tutorial ovunque.&#xA;&#xA;L&#39;April, l&#39;associazione per la promozione e la difesa del software libero (di cui Framasoft è membro), ha lanciato il primo ottobre 2025 (e per un anno) l&#39;operazione Adieu Windows, bonjour le Libre ! Trovi tutti gli eventi organizzati dai Gruppi di Utenti di Software Libero (GULL) sul sito https://adieuwindows.april.org o su l’Agenda du Libre.&#xA;&#xA;Install-party, incontri digitali, punti informazioni o repair café: c&#39;è sicuramente un evento organizzato vicino a te. Vieni con il tuo computer, i volontari ti aiuteranno a installare una distribuzione libera (non dimenticare di salvare i tuoi dati prima, ad esempio acquistando un disco rigido esterno per poche decine di euro).&#xA;Aide Linux è un&#39;iniziativa costituita da volontari che intervengono a titolo individuale. Li trovi su https://aidelinux.gogocarto.fr/map#/&#xA;&#xA;La mappa Aide Linux&#xA;&#xA;​ In conclusione&#xA;È il momento giusto. È il momento di fare il grande passo, di mandare al diavolo Microsoft e passare a un sistema elegante, libero e rispettoso, conservando al contempo il tuo hardware.&#xA;&#xA;Il tuo computer manterrà le sue possibilità di evoluzione, senza ricatti, senza costi aggiuntivi, per anni.&#xA;&#xA;Non ti spierà e ne avrai il controllo.&#xA;&#xA;Non ti rifilerà pubblicità ogni cinque minuti. Anzi, se ben configurato, ti proteggerà da essa.&#xA;Non aspettare di trovarti con le spalle al muro l&#39;anno prossimo.&#xA;&#xA;È il momento di riprenderti la tua libertà!&#xA;​ Per saperne di più&#xA;La petizione:&#xA;https://www.halteobsolescence.org/non-taxe-windows-coalition-22-organisations-maintien-mises-a-jour-de-securite-windows-10/&#xA;&#xA;Reportage « L’œil du 20H »: https://youtu.be/76T8oubek-c?si=NYCcDMHfrHJx9R3&#xA;Ammira la maestria dei giornalisti nell&#39;evitare di parlare di Linux.&#xA;&#xA;Un sito dedicato alla fine di Windows 10: https://endof10.org/it/&#xA;&#xA;Rinvio della fine del supporto: https://www.presse-citron.net/microsoft-windows-10-sursis-un-an/&#xA;&#xA;Articolo recente di Next: https://next.ink/201908/fin-de-windows-10-que-faire/&#xA;&#xA;Distribuzioni:&#xA;    • https://www.ubuntu-it.org/ &#xA;    • https://emmabuntus.org/ &#xA;    • https://fedoraproject.org/it/ &#xA;    &#xA;Il problema per le istituzioni:&#xA;https://www.lesnumeriques.com/appli-logiciel/une-gabegie-de-ressources-pour-le-public-l-environnement-et-les-finances-publiques-une-petition-s-erige-contre-la-fin-de-vie-programmee-de-windows-10-n242395.html&#xA;&#xA;E la soluzione: https://www.cio-online.com/actualites/lire-jean-marie-seguret-dsi-de-lyon–se-soustraire-de-microsoft-impose-un-travail-de-fond-16527.html&#xA;&#xA;I sistemi basati su Linux sono ormai alla portata di tutti:&#xA;https://abilian.com/fr/news/2-millions-utilisateurs-linux-france/&#xA;https://cnll.fr/news/linux-en-france-2-millions-utilisateurs/&#xA;&#xA;Grazie a David Revoy che ha realizzato i disegni che illustrano questo articolo. Anche lo sfondo delmio schermo è un disegno di David.&#xA;&#xA;I contenuti di questo blog sono distribuiti con licenza Creative Commons BY-SA]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Testo originale: <a href="https://framablog.org/2025/10/01/fin-de-windows-10-faisons-le-point/" rel="nofollow">https://framablog.org/2025/10/01/fin-de-windows-10-faisons-le-point/</a>
Distribuito con licenza <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">Creative Commons by-sa/4.0</a></p>

<p>Per scaricare l&#39;articolo in formato .pdf:  <a href="https://framadrive.org/s/FcNj4jDjfcYe4jn" rel="nofollow">https://framadrive.org/s/FcNj4jDjfcYe4jn</a></p>

<p><img src="https://www.nilocram.eu/edu/img/Frama_win10.png" alt="Framablog Intestazione articolo originale"></p>

<p><em>Forse avete sentito parlare della fine del supporto di Windows 10 senza prestare particolare attenzione, oppure vi state chiedendo se questo vi riguarda.
Facciamo il punto della situazione.</em></p>

<h2 id="di-cosa-si-tratta">​ Di cosa si tratta?</h2>

<p>Microsoft ha annunciato la fine del supporto per Windows 10 per il 14 ottobre 2025. Il sistema non riceverà più aggiornamenti.</p>

<p>Microsoft sta quindi spingendo i suoi utenti a passare alla versione superiore, Windows 11.
Recentemente è stata annunciata un “rinvio” (chiamiamolo con il suo nome) di un anno, ottenuta dopo pressioni popolari e valida solo per i cittadini dell&#39;Unione Europea (vedi <a href="https://www.lemonde.fr/pixels/article/2025/09/26/fin-du-support-de-windows-10-microsoft-ouvre-la-possibilite-d-obtenir-une-prolongation-des-mises-a-jour_6643073_4408996.html" rel="nofollow">https://www.lemonde.fr/pixels/article/2025/09/26/fin-du-support-de-windows-10-microsoft-ouvre-la-possibilite-d-obtenir-une-prolongation-des-mises-a-jour_6643073_4408996.html</a>)</p>

<p>Microsoft ha fatto un comunicato sull’argomento senza entusiasmo, <a href="https://www.halteobsolescence.org/microsoft-reponse-windows10/" rel="nofollow">come nota l&#39;associazione Halte à l&#39;Obsolescence Programmée</a>.</p>

<p>Secondo le ultime notizie, questo anno supplementare sarà gratuito, mentre inizialmente era previsto un costo di 30 dollari (circa 28 euro). Tuttavia, sarà gratuito solo se creerai il tuo account sui server di Microsoft, consentendo loro l&#39;accesso completo ai tuoi dati e alle tue apparecchiature.
Ma in ogni caso, se hai un computer un po&#39; vecchio (risalente a prima del 2017), non potrà passare a Windows 11 e diventerà quindi rapidamente obsoleto dal punto di vista del software. Vedi: <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Windows_11#Mise_%C3%A0_niveau_et_configuration_minimale_requise" rel="nofollow">https://fr.wikipedia.org/wiki/Windows_11#Mise_%C3%A0_niveau_et_configuration_minimale_requise</a></p>

<p>Per completezza, esistono <a href="https://lecrabeinfo.net/tutoriels/installer-windows-11-sans-tpm-2-0-sur-nimporte-quel-pc/" rel="nofollow">soluzioni alternative</a> che consentono di installare Windows 11 su un PC privo del famoso chip di sicurezza TPM 2.0 (installato sui PC a partire dal 2016). Tuttavia, queste soluzioni compromettono la sicurezza e persino la stabilità del sistema. È <strong>pericoloso</strong>.</p>

<h3 id="ma-allora-cosa-devo-fare-con-il-mio-computer">​ Ma allora cosa devo fare con il mio computer?</h3>

<p>Non scoraggiarti! Continua a leggere! Non è una fatalità!</p>

<h3 id="il-mio-computer-smetterà-di-funzionare">​ Il mio computer smetterà di funzionare?</h3>

<p>Il tuo computer continuerà a funzionare. I suoi componenti hardware sono ancora in buone condizioni e progettati per durare molto più a lungo. Ma in assenza di aggiornamenti, in particolare quelli di sicurezza, il sistema Windows 10 diventerà vulnerabile. Virus e persone disoneste potranno introdursi nel computer. I rischi sono reali, anche nel mondo fisico: monitoraggio della tua attività a fini di furto d&#39;identità, ricatto con blocco del computer <em>(ransomware)</em>, utilizzo della tua casella di posta elettronica per inviare e-mail trappola <em>(phishing)</em>. Non è fantascienza per spaventare, è la quotidianità degli specialisti della sicurezza informatica.</p>

<p>E se ti stai chiedendo “perché dovrebbero attaccare me, che sono una persona anonima nella folla?”, sappi che gli hacker setacciano ogni possibile bersaglio, migliaia di volte all&#39;ora.
Se il tuo computer è esposto, è solo questione di tempo prima che arrivino i guai.</p>

<h3 id="devo-cambiare-pc">​ Devo cambiare PC?</h3>

<p>Se il tuo PC è precedente al 2017 e desideri continuare a utilizzare Windows, allora sì, devi cambiare computer. Ciò significa <strong>rottamare un dispositivo che funziona perfettamente</strong> e che potrebbe durare ancora per anni.</p>

<p>Dal punto di vista ambientale, è <strong>un vero e proprio disastro</strong>. Si stima che 240 milioni di computer finiranno nella spazzatura (ti abbiamo dato <a href="https://www.canalys.com/insights/end-of-windows-10-support-could-turn-240-million-pcs-into-e-waste" rel="nofollow">la stima più bassa</a>, le cifre variano a seconda delle fonti, ma sono comunque enormi, <a href="https://www.halteobsolescence.org/non-taxe-windows-coalition-22-organisations-maintien-mises-a-jour-de-securite-windows-10/" rel="nofollow">un&#39;altra stima</a> parla di 400 milioni). Tuttavia, è stato dimostrato da tempo che <a href="https://www.greenit.fr/wp-content/uploads/2020/06/2020-06-iNum-etude-impacts-numerique-France-rapport.pdf" rel="nofollow">è la produzione di un dispositivo elettronico a inquinare maggiormente nel suo ciclo di vita</a>. È quindi un comportamento virtuoso conservare un dispositivo il più a lungo possibile se si vuole ridurre al minimo il suo impatto sul mondo.</p>

<p>Anche dal punto di vista economico  è  una <strong>pessima notizia</strong>. Il prezzo dei computer nuovi, che sono certamente sempre più potenti, non varia molto nel tempo. Si tratta quindi di un investimento importante. E soprattutto fatti la domanda: il tuo utilizzo giustifica l&#39;acquisto di un computer ultra potente per la tua scrivania?</p>

<p>Sappi che il problema è lo stesso per le amministrazioni, le associazioni, le aziende. Questa storia costerà una fortuna all&#39;intera comunità e quindi, di riflesso, a ciascuno di noi: il tuo comune, la tua scuola, il tuo datore di lavoro, i ministeri, ecc. Tutto questo per una decisione presa negli Stati Uniti da una sola azienda.</p>

<h3 id="ma-perché-microsoft-lo-fa">​ Ma perché Microsoft lo fa?</h3>

<p>Microsoft è un&#39;azienda capitalista che esiste per fare soldi. Mi dirai: anche il mio idraulico. Ma il mio idraulico non mi obbliga a comprare una nuova casa perché il mio rubinetto è troppo vecchio.</p>

<p>Microsoft integra la sua tecnologia di intelligenza artificiale (Copilot) in Windows 11. Ci sono persino computer commercializzati con il nome “Copilot+”. Tuttavia, lo sviluppo di questa intelligenza artificiale è costato una fortuna e continuerà a costare. Ad esempio, <a href="https://www.lesechos.fr/monde/europe/trump-au-royaume-uni-starmer-gagne-sur-la-tech-mais-perd-sur-lacier-2186702" rel="nofollow">Microsoft si è impegnata a investire 25 miliardi di euro nel Regno Unito</a> durante la visita di Trump.</p>

<p>Ma l&#39;adozione è più lenta del previsto. Le persone non sanno bene cosa fare con Copilot. A parte battute e resoconti di riunioni (abbiamo una soluzione per te: prova <a href="https://lokas.app/fr/" rel="nofollow">Lokas</a>).</p>

<p>Il 27 settembre 2025 la Deutsche Bank ha pubblicato un&#39;analisi secondo cui l&#39;intera economia degli Stati Uniti dipende dagli investimenti nell&#39;intelligenza artificiale.</p>

<p>Per Microsoft, si tratta di rendere tutto questo redditizio aumentando il prezzo delle licenze (all&#39;acquisto, Windows 11 costerà più di Windows 10, si parla di 145 € per una licenza “famiglia” contro i 50 €, tre volte di più). Anche a costo di forzare un po&#39; la mano alla clientela, ma certo.
Da notare: è stato dimostrato che <a href="https://www.tomsguide.fr/windows-11-vous-espionne-et-recolte-une-myriade-de-donnees-a-votre-insu/" rel="nofollow">Windows 11 ti spia fin dalla sua installazione</a>.</p>

<h3 id="esiste-un-alternativa-al-cambio-di-computer">​ Esiste un&#39;alternativa al cambio di computer?</h3>

<p>È il momento giusto per provare qualcosa di diverso.
<img src="https://framablog.org/wp-content/uploads/2025/09/C2_Medias-CC-By-David-Revoy-768x768.jpg" alt=""><em>Il pinguino, mascotte di Linux, al centro dell&#39;attenzione. Licenza CC By David Revoy</em></p>

<p>Puoi conservare il tuo attuale computer e passare a un altro sistema che ha dato buona prova di sé: GNU Linux.</p>

<p>Un buon modo, tra parentesi (militanti), per spiegare a Microsoft che non vogliamo il suo mondo.</p>

<p>È una scelta sempre più diffusa: la quota di sistemi Linux nelle case è in costante aumento, anche se ancora modesta rispetto al dominio di Microsoft su questo mercato. Pensa che, sebbene sia illegale, non hai ancora una vera scelta del sistema quando acquisti un nuovo computer, perché Microsoft ha firmato accordi con i produttori. Apri la scatola e Windows è già lì. Si tratta di vendita abbinata, che è vietata, ma ti spiegheranno che un computer senza sistema operativo, che dovrai installare tu stesso, non si venderebbe.</p>

<p>Tuttavia, sempre più fornitori di PC offrono computer senza sistema preinstallato o lasciano a te la scelta.</p>

<p>Per quanto riguarda la questione che ci interessa oggi: installare Linux su un computer che già possiedi è diventato molto semplice. Paradossalmente, è quasi più semplice che per Windows, che ti obbliga a essere connesso a Internet, a creare un account Microsoft, ecc.
<img src="https://framablog.org/wp-content/uploads/2025/09/D4_Alternative-a-Framasoft-CC-By-David-Revoy-730x730.jpg" alt=""><em>Un vicolo cieco, Windows? Non preoccuparti, abbiamo altre soluzioni da proporti! – Licenza CC By David Revoy</em></p>

<p>Tuttavia, può sembrare una sfida insormontabile quando si è un semplice utente. Chiedi aiuto.
Pensa a quanto è fastidioso cambiare una lampadina della tua auto: bisogna avere dita di ferro, lavorare a tentoni, con il rischio di tagliarsi, quindi preferisci chiedere a qualcuno che l&#39;ha già fatto e tutto diventa subito più semplice. Se vuoi davvero imparare come si fa, puoi sempre cercare la documentazione in un momento più adatto. Ma l&#39;idea, qui e ora, è quella di avere la luce sull&#39;auto.</p>

<h2 id="vuoi-passare-a-linux-fatti-aiutare">​ Vuoi passare a Linux? Fatti aiutare</h2>

<h3 id="innanzitutto-cos-è-linux">​ Innanzitutto, cos&#39;è Linux?</h3>

<p>È un termine semplificato. Linux è il nome del motore che si trova al centro del sistema. I puristi ti correggeranno dicendo “GNU/Linux”, ma la prima parte, che è altrettanto importante, è uscita dal linguaggio comune.
Per semplificare al massimo, si tratta di un sistema informatico nato nel mondo accademico che permette di far funzionare computer grandi e piccoli (il tuo smartphone Android, il tuo router Internet e il GPS della tua auto funzionano con una versione di Linux) e che consente di utilizzare tutta una serie di software, per lo più comunitari e gratuiti. Questa definizione è davvero molto semplicistica, ma la preciserai col tempo.</p>

<h3 id="quale-distribuzione-scegliere">​ Quale distribuzione scegliere?</h3>

<p>La domanda non è essenziale, ma è necessario porsela. Infatti, i sistemi che funzionano con un kernel Linux fanno parte, a differenza di quelli più monolitici di Apple e Microsoft, di una famiglia molto ampia.
Una «distribuzione» è un insieme costituito da un sistema, un ambiente desktop e software assemblati in modo da funzionare armoniosamente. Alcune distribuzioni sono destinate a usi molto specifici; altre sono state pensate per essere di facile accesso.
<img src="https://framablog.org/wp-content/uploads/2025/09/framasoft-outils-divers_by-David-Revoy-768x768.jpg" alt=""><em>Un sistema GNU/Linux è installato con dei software per poter lavorare immediatamente. Licenza CC By David Revoy</em></p>

<p>I geek passano il loro tempo a testare le distribuzioni e a confrontare i loro pregi e difetti. Ognuno ha la propria opinione e ognuno è pronto a difenderla. Forse un giorno anche tu ti appassionerai.
In definitiva, le cose sono abbastanza semplici se sei alle prime armi: scegli distribuzioni orientate al “grande pubblico”, in modo da trovare facilmente documentazione e assistenza. Non lasciarti incastrare in soluzioni esotiche che ti daranno del filo da torcere.
Citiamo ad esempio <a href="https://emmabuntus.org/" rel="nofollow">Emmabuntüs</a>, <a href="https://www.ubuntu-it.org/" rel="nofollow">Ubuntu</a> o <a href="https://fedoraproject.org/it/" rel="nofollow">Fedora</a>, che sono progettate per facilitarne l&#39;adozione e sono dotate di un&#39;abbondante documentazione in francese.</p>

<h3 id="ho-paura-di-non-capire-nulla-di-linux">​ Ho paura di non capire nulla di Linux</h3>

<p>Sai davvero come funziona il tuo attuale Windows? O il tuo smartphone? O anche il tuo router Internet?</p>

<p>All&#39;inizio non avrai bisogno di sapere tutto su Linux per utilizzarlo. Bastano poche spiegazioni. Imparerai man mano e non saprai mai tutto, ma non importa. Personalmente considero ancora la frizione una cosa magica, non ci capisco niente. Ma parto comunque al semaforo verde.</p>

<p>La maggior parte dei geek, stanchi di passare le vacanze di fine anno o le serate a riparare i dispositivi Windows della famiglia, hanno fatto migrare tutti a Linux. E indovina un po&#39;? Riceviamo molte meno richieste di assistenza rispetto a prima!</p>

<h3 id="funziona-bene-come-windows">​ Funziona bene come Windows?</h3>

<p>Se fai questa domanda a una persona che usa Linux, la risposta sarà probabilmente “funziona meglio”, con un sorriso leggermente condiscendente.</p>

<p>I sistemi Linux hanno enormi vantaggi: sono progettati sia  per essere connessi che per essere ben difesi, perché le loro origini sono proprio lì. La maggior parte dei computer che fanno funzionare Internet utilizzano Linux, quindi è stato necessario garantire la sicurezza e l&#39;interoperabilità. Le distribuzioni destinate ai nostri dispositivi personali sono varianti di sistemi progettati per preservarne l&#39;integrità di fronte ad attacchi, aumento del carico di lavoro, guasti e interruzioni di rete.
In sostanza, far funzionare Linux sul tuo PC è come chiedere alla direttrice di un ipermercato di gestire il minimarket all&#39;angolo. Farà perfettamente il suo lavoro, anzi, si annoierà un po&#39;.</p>

<p>Attenzione però (eh sì, c&#39;è un ma) se esci dai sentieri battuti dell&#39;informatica domestica e utilizzi applicazioni professionali o specializzate. Verifica che esista un equivalente in Linux, cosa molto probabile, ma aspettati di dover imparare nuove abitudini. Si tratterà di un equivalente, di un&#39;alternativa, non della stessa applicazione. Quindi, se un&#39;attività per te essenziale che svolgi col tuo  computer è al di fuori della consultazione di Internet, delle tue e-mail, dei social network, in breve degli usi più classici, tieni presente che ciò richiederà uno sforzo più o meno grande, come per qualsiasi cambiamento.</p>

<p>Passare da Windows a Linux è un po&#39; come traslocare: non si prendono più le stesse strade per tornare a casa, le chiavi non funzionano allo stesso modo, il panificio è diverso, bisogna memorizzare il nuovo codice dell&#39;edificio, ma alla fine si dorme sempre nel proprio letto e si è in grado di prepararsi un piatto di pasta nella nuova cucina.</p>

<p>Anche una passione abbastanza diffusa come la fotografia richiederà un po&#39; di lavoro: le applicazioni di elaborazione delle foto (DarkTable, Gimp, RawTherapee) sono potenti ed efficaci su Linux, ma richiedono un po&#39; di tempo per essere padroneggiate. Perché non provarle oggi stesso? Esistono anche su Windows! Quante ore hai passato su LightRoom e Photoshop prima di imparare a usarli?</p>

<h3 id="quanto-costa">​ Quanto costa?</h3>

<p>Abbiamo una buona notizia per te: la maggior parte delle distribuzioni Linux sono completamente gratuite. Ciò non significa che non devi dare nulla in cambio. Puoi  contribuire allo sforzo collettivo versando il tuo contributo a un&#39;associazione, al team che si occupa della manutenzione del tuo software preferito, o dando una mano a tua volta alle persone che ti circondano.</p>

<h3 id="ho-un-pc-davvero-vecchio-esiste-una-versione-di-linux-adatta-a-me">​ Ho un PC DAVVERO vecchio; esiste una versione di Linux adatta a me?</h3>

<p>Esistono distribuzioni Linux “leggere” che possono funzionare su hardware vecchio. Per spiegarmi meglio, sempre semplificando un po&#39;, la base rimane la stessa (in particolare il “kernel”, sviluppato 34 anni fa da <strong>Linus</strong> Torvalds, il che spiega perché si chiama così), ma vengono utilizzate applicazioni meno esigenti e un ambiente desktop più economico. Si sacrifica l&#39;eleganza per dare respiro al PC. Le icone sono meno belle e non ci sono effetti grafici mozzafiato, ma funziona. Questo articolo è stato scritto su un dispositivo che ha più di 15 anni ed è il mio computer principale.</p>

<p>Un altro vantaggio: la struttura compartimentata del sistema lo rende più robusto; ad esempio, si può fare completamente a meno di un antivirus (che, per essere onesti, <a href="https://www.lesnumeriques.com/antivirus/vrai-ou-faux-les-antivirus-ralentissent-ils-fortement-votre-ordinateur-n234646.html" rel="nofollow">richiedono meno risorse rispetto al passato</a>).</p>

<p>È anche possibile  migliorare le prestazioni di un vecchio computer aggiungendo memoria supplementare e un disco rigido moderno (SSD), il che costa molto meno che comprarne uno nuovo (circa 200 euro). Ma la versione 11 di Windows richiede un componente hardware che non potrete aggiungere al vostro vecchio PC.</p>

<p>È fatto apposta. È per venderne di nuovi.</p>

<h3 id="come-posso-farmi-aiutare">​ Come posso farmi aiutare?</h3>

<p><img src="https://framablog.org/wp-content/uploads/2025/09/G4_Contributions-CC-By-David-Revoy-768x768.jpg" alt=""><em>Insieme possiamo spostare le montagne – Licenza CC By David Revoy</em></p>

<p>Cimentarsi da soli in questa impresa è complicato, anche se fattibile. Su Internet si trovano tutorial ovunque.</p>

<p>L&#39;<strong>April</strong>, l&#39;associazione per la promozione e la difesa del software libero (di cui Framasoft è membro), ha lanciato il primo ottobre 2025 (e per un anno) l&#39;operazione <strong>Adieu Windows, bonjour le Libre !</strong> Trovi tutti gli eventi organizzati dai Gruppi di Utenti di Software Libero (GULL) sul sito <a href="https://adieuwindows.april.org" rel="nofollow">https://adieuwindows.april.org</a> o su <a href="https://www.agendadulibre.org/tags/adieu-windows" rel="nofollow">l’Agenda du Libre</a>.</p>

<p>Install-party, incontri digitali, punti informazioni o repair café: c&#39;è sicuramente un evento organizzato vicino a te. Vieni con il tuo computer, i volontari ti aiuteranno a installare una distribuzione libera (non dimenticare di salvare i tuoi dati prima, ad esempio acquistando un disco rigido esterno per poche decine di euro).
Aide Linux è un&#39;iniziativa costituita da volontari che intervengono a titolo individuale. Li trovi su <a href="https://aidelinux.gogocarto.fr/map#/" rel="nofollow">https://aidelinux.gogocarto.fr/map#/</a></p>

<p><img src="https://framablog.org/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-09-30-at-21-14-23-Parrains-et-Marraines-Linux-Carte-des-parrains-_-marraines-768x509.png" alt=""><em>La mappa Aide Linux</em></p>

<h2 id="in-conclusione">​ In conclusione</h2>

<p>È il momento giusto. È il momento di fare il grande passo, di mandare al diavolo Microsoft e passare a un sistema elegante, libero e rispettoso, conservando al contempo il tuo hardware.</p>

<p>Il tuo computer manterrà le sue possibilità di evoluzione, senza ricatti, senza costi aggiuntivi, per anni.</p>

<p>Non ti spierà e ne avrai il controllo.</p>

<p>Non ti rifilerà pubblicità ogni cinque minuti. Anzi, se ben configurato, ti proteggerà da essa.
Non aspettare di trovarti con le spalle al muro l&#39;anno prossimo.</p>

<p>È il momento di riprenderti la tua libertà!</p>

<h2 id="per-saperne-di-più">​ Per saperne di più</h2>

<p>La petizione:
<a href="https://www.halteobsolescence.org/non-taxe-windows-coalition-22-organisations-maintien-mises-a-jour-de-securite-windows-10/" rel="nofollow">https://www.halteobsolescence.org/non-taxe-windows-coalition-22-organisations-maintien-mises-a-jour-de-securite-windows-10/</a></p>

<p>Reportage « L’œil du 20H »: <a href="https://youtu.be/76T8oubek-c?si=NYCcDMHfrHJx9_R3" rel="nofollow">https://youtu.be/76T8oubek-c?si=NYCcDMHfrHJx9_R3</a>
Ammira la maestria dei giornalisti nell&#39;evitare di parlare di Linux.</p>

<p>Un sito dedicato alla fine di Windows 10: <a href="https://endof10.org/it/" rel="nofollow">https://endof10.org/it/</a></p>

<p>Rinvio della fine del supporto: <a href="https://www.presse-citron.net/microsoft-windows-10-sursis-un-an/" rel="nofollow">https://www.presse-citron.net/microsoft-windows-10-sursis-un-an/</a></p>

<p>Articolo recente di Next: <a href="https://next.ink/201908/fin-de-windows-10-que-faire/" rel="nofollow">https://next.ink/201908/fin-de-windows-10-que-faire/</a></p>

<p>Distribuzioni:
    • <a href="https://www.ubuntu-it.org/" rel="nofollow">https://www.ubuntu-it.org/</a>
    • <a href="https://emmabuntus.org/" rel="nofollow">https://emmabuntus.org/</a>
    • <a href="https://fedoraproject.org/it/" rel="nofollow">https://fedoraproject.org/it/</a></p>

<p>Il problema per le istituzioni:
<a href="https://www.lesnumeriques.com/appli-logiciel/une-gabegie-de-ressources-pour-le-public-l-environnement-et-les-finances-publiques-une-petition-s-erige-contre-la-fin-de-vie-programmee-de-windows-10-n242395.html" rel="nofollow">https://www.lesnumeriques.com/appli-logiciel/une-gabegie-de-ressources-pour-le-public-l-environnement-et-les-finances-publiques-une-petition-s-erige-contre-la-fin-de-vie-programmee-de-windows-10-n242395.html</a></p>

<p>E la soluzione: <a href="https://www.cio-online.com/actualites/lire-jean-marie-seguret-dsi-de-lyon%E2%80%93se-soustraire-de-microsoft-impose-un-travail-de-fond-16527.html" rel="nofollow">https://www.cio-online.com/actualites/lire-jean-marie-seguret-dsi-de-lyon–se-soustraire-de-microsoft-impose-un-travail-de-fond-16527.html</a></p>

<p>I sistemi basati su Linux sono ormai alla portata di tutti:
<a href="https://abilian.com/fr/news/2-millions-utilisateurs-linux-france/" rel="nofollow">https://abilian.com/fr/news/2-millions-utilisateurs-linux-france/</a>
<a href="https://cnll.fr/news/linux-en-france-2-millions-utilisateurs/" rel="nofollow">https://cnll.fr/news/linux-en-france-2-millions-utilisateurs/</a></p>

<p>Grazie a David Revoy che ha realizzato i disegni che illustrano questo articolo. Anche lo sfondo delmio schermo è un disegno di David.</p>

<p><img src="https://framablog.org/wp-content/uploads/2025/10/Capture-decran-du-2025-09-30-20-58-07-768x433.png" alt=""></p>

<p>I contenuti di questo blog sono distribuiti con <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" rel="nofollow">licenza Creative Commons BY-SA</a></p>
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      <guid>https://blogz.zaclys.com/nilocram/fine-di-windows-10-facciamo-il-punto-della-situazione</guid>
      <pubDate>Fri, 03 Oct 2025 00:25:10 +0200</pubDate>
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